In questi giorni la DAD compie il suo primo anno di vita, ma per me potrebbe essere già DEAD… Lettera

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Inviata da Leonardo Altamura – “Non mi sono mai esposto pubblicamente riguardo a questa situazione, ma ora devo dire ciò che penso, perché non è più possibile essere sottoposti a leggi e decisioni che non hanno davvero più alcun senso e che stanno causando molti più danni rispetto ai benefici che teoricamente prevederebbero.

Mi riferisco in particolar modo all’ordine di scuole in cui lavoro, ovvero le medie (secondarie di primo grado).

Ovviamente la situazione è drammatica sia per i bimbi di asilo ed elementari che per i ragazzi delle superiori, e sappiamo quale sorte sia stata decisa in questi ultimi 13 mesi per loro da parte dei ‘grandi’ incompetenti che governano il nostro ed altri Paesi;
ma la ciliegina sulla torta sono alcune decisioni che riescono a stupire per l’ulteriore mancanza di logica che dimostrano…

In questo caso mi riferisco all’assurda decisione, che già mesi fa dimostrò tutta la sua inefficacia, di lasciare soli i ragazzi delle prime in presenza, assieme alle varie categorie di alunni certificati.

Ora, per tradurre in numeri, faccio l’esempio della scuola in cui lavoro, in cui a cose normali entrano quotidianamente circa 800 persone fra docenti, personale ATA e segretari; facendo entrare le sole prime, più ovviamente tutti i docenti ed il resto del personale, si arriva ad essere in circa 300/350.

Il ché vuol dire fra un terzo e la metà del numero totale.

Non si va dunque a ridurre significativamente il rischio di contagio (per farlo dovremmo passare per lo meno dall’ordine di grandezza delle centinaia a quello delle decine, per intenderci, calare insomma di un fattore 10), anche perché non è che i 25/26 alunni mediamente presenti nelle nostre belle classi-pollaio vengano poi suddivisi in gruppetti e ‘diluiti’ in più aule…Macché…Restano belli appiccicati 6 ore in classe e a ricreazione inevitabilmente riducono le distanze e fanno merenda (se Dio vuole almeno quella gli è ancora consentito di farla scoprendo la bocca….) e dunque se ci fosse un contagiato il rischio di diffusione sarebbe altissimo.

In cambio, questa pressoché inutile ‘strategia’, lascia 450 adolescenti nel pieno dell’età più complicata da sempre (anche a cose normali) per un essere umano, a casa di fronte a schermi sempre più freddi ed inutili per colmare il ‘vuoto che li sta riempiendo’.

Poi, se proprio volessimo fare un ragionamento ‘concreto’…a novembre si decise di far restare in presenza i ragazzini delle prime, evitando loro di dover interrompere il rapporto (appena iniziato) con i nuovi insegnanti ed i nuovi compagni, e ciò poteva avere per lo meno un senso…

Ma ora, a 3 mesi dal loro primo esame e con tutte le problematiche di un 13/14 enne (forse anche maggiori di quelle di un 10/11 enne) non si poteva optare per far lavorare in presenza le terze ? O prevedere un’alternanza settimanale delle varie classi? Si sarebbe mantenuto almeno un certo contatto periodico fra docenti ed alunni. O forse si pensa che a 11 anni un ragazzino non possa stare a casa da solo la mattina mentre un dodicenne si?

Allora, se proprio c’è da chiudere, si CHIUDE PER TUTTI!
O SI APRE, PER TUTTI.

Quindi ecco cosa succederà nuovamente: gli adulti con le strategie del cane, degli spostamenti per lavoro, del jogging e della spesa al supermercato, in qualche modo tireranno avanti una vita che comunque hanno già vissuto in molti suoi aspetti (amicizie, relazioni, sesso, lavori, attività, viaggi, ….)

Insomma, privandoli anche per un paio di anni di alcune possibilità di relazione e di movimento, potrebbero riuscire a ‘tamponare’ in qualche modo le mancanze ed il disagio…

Ma ci si è mai interrogati riguardo a cosa sia la VITA per un adolescente?
Per lui la vita è praticamente SOLO esplorare se stesso e gli altri, stabilire relazioni, confrontarsi con i coetanei, sfogarsi con il gioco e lo sport, baciarsi, conoscere il proprio corpo e quello degli altri…
Togliamo loro queste cose…cosa resta?

Loro la vita STAVANO APPENA COMINCIANDO A CONOSCERLA.
Ora, chi lavora con me lo sa perchè ho dovuto riferirlo…non posso tenere sempre tutto dentro…
Forse per il genere di relazione che generalmente instauro con i miei alunni a scuola e con i miei allievi nel campo dello sport, riesco spesso ad entrare in confidenza con loro, al punto che mi vengono molte volte rivelate cose e fatte domande che non ho paura a definire SCONVOLGENTI.

La depressione e le forme di autolesionismo di cui sono vittime questi ragazzi sono assai più diffuse di quanto non si pensi.
Ai genitori dico: fare arrotolare la manica delle felpe ai vostri figli, e scoprite loro anche la pancia. Credo che molti non vogliano rischiare brutte sorprese e che quindi girino spesso la testa dall’altra parte, piuttosto che affrontare i problemi che, almeno in parte, loro stessi hanno contribuito a generare.
Guardate cosa scrivono sui vari social…

Provate a capire se sono vittime o carnefici nelle ormai sempre più diffuse forme di bullismo più o meno esplicite…
NOI adulti abbiamo lasciato ai ragazzi un mondo davvero poco accogliente e molto degradato, sotto tanti punti di vista.
La tecnologia che usano in modo smisurato e da cui sono sempre più dipendenti, che gliel’ha messa in mano?
Pensiamo che al loro posto noi da adolescenti saremmo stati differenti, avendo in mano certi strumenti senza essere stati adeguatamente educati per usarli in modo virtuoso e non dannoso?

Studi scientifici seri, dimostrano che il loro cervello si è anche anatomicamente e fisiologicamente sviluppato in modo differente da come avveniva in tempi anche molto recenti. Si è semplicemente e naturalmente adattato agli stimoli a cui è stato sottoposto.

É giusto giudicarli e spesso condannarli per comportamenti e atteggiamenti che riteniamo sbagliati, ma di cui non siamo in grado di comprendere l’origine? Che esempi ricevono dal mondo che GLI ADULTI gli propongono e gli sbattono in ogni istante sotto gli occhi tramite pubblicità e lavaggi del cervello di ogni tipo?

Aggiungo che contribuiscono al disastro della situazione giovanile anche la mancanza di una vera cultura dello sport e di uno stile di vita sano (perché oggi a quell’età generalmente, o sei un agonista di una qualche disciplina, o sei un disastro a livello motorio, mancando la via di mezzo che probabilmente sarebbe anche la cosa più sana…)
Ricordiamoci che salute MENTALE e FISICA vanno spesso di pari passo…

Ma direi che non c’è da stupirsi, viste le strutture sportive che mediamente abbiamo in Italia (soprattutto nelle scuole…) e l’importanza data al movimento anche da molti fra gli stessi docenti (non di rado mi è capitato di vedere ragazzi seriamente impegnati nello sport essere presi letteralmente di mira da insegnanti a dir poco ottusi).
Ecco cosa abbiamo creato….e sono pochissime le famiglie che hanno tempo, mezzi e cultura per ovviare almeno parzialmente a questo dramma.

L’ allarme che lancio, come ‘educatore’ che da 30 anni dedica la maggior parte delle sue giornate ai ragazzi, sempre con entusiasmo e speranza in cose grandiose per loro, è questo: ammetto di non sapere se e quanto potrò ancora resistere, nel tentativo quotidiano di dare fiducia e ottimismo ai miei allievi, cercando di garantire loro che le cose cambieranno, miglioreranno…

Questo continuo tentativo di DARE e di AIUTARE gli altri, quando le leggi e la politica ti remano contro, rischia di distruggere anche chi prova a farlo.

Credo che essere empatici sia una cosa bellissima, ma emotivamente anche assai dispendiosa.
Spero vivamente che ci si svegli da questo incubo e che presto ci si renda conto che stiamo uccidendo il nostro futuro.
E in tutto questo, ecco la presunta ‘salvatrice’, la DAD…che direi sarebbe stato meglio chiamare DDE (Didattica di emergenza) e in quanto tale sarebbe dovuta durare poco, specialmente con i ragazzi più giovani, quasi mai motivati alla conoscenza in senso stretto, a meno che essa non sia ‘mediata’ e servita loro nel modo giusto e più accattivante possibile da un buon insegnante.
Ovviamente la utilizzo, non ho scelta, ma sapete come la vivo, e come sono certo la vivano tanti miei colleghi che amano particolarmente il rapporto umano con i loro allievi, oltre alla loro materia? La vivo esattamente con lo stesso atteggiamento di Benigni nel capolavoro “La vita è bella”…

Con un sorriso stampato in faccia. Con innumerevoli tentativi di strappare dei sorrisi da quei visi stanchi e tristi di creature incolpevoli. A tratti quasi facendo “il buffone”…
Nascondendo dentro di me tutta la tristezza che provo.
In questi giorni la DAD compie il suo primo anno di vita, ma per me potrebbe essere già DEAD…

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