In quarantena almeno 100 scuole, Anief: tutto previsto

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Anief – Si allargano a macchia d’olio i casi di classi in quarantena: un fenomeno che ha preso corpo nei primissimi giorni di scuola prima a Bolzano, per poi trovare terreno fertile anche in Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio. Le lezioni sono riprese da una settimana è già si contano già un centinaio di classi costrette a rimanere a casa, quindi a tornare a quella dad che chi governa la scuola ha detto che ci eravamo messi alle spalle. La triste realtà sta emergendo anche grazie agli screening negli istituti “sentinella” caldeggiati dall’Anief, sui quali il Parlamento ha appena legiferato ma che andavano allargati a tutti gli studenti, di qualunque età, e al personale scolastico oltre che universitario.

Sull’inevitabile ritorno alla dad, per via delle classi dove si sarebbero verificati dei focolai, il sindacato Anief aveva messo in guardia il ministero dell’Istruzione: “Bisognava confermare il distanziamento minimo tra gli alunni – dice Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo – , poiché il vaccino anti Covid19 non scherma dai contagi. Inoltre mascherina e vaccinazione di un quinto delle persone che staziona a scuola per ore, tra alunni, insegnanti e personale, non possono fornire certezze. Ancora meno il Green Pass, contro il quale il nostro sindacato ha presentato ricorso, che è anche illegittimo e discriminante. E non ci sorprende che tanti lavoratori della scuola abbiano partecipato allo sciopero Anief nel primo giorno di scuola, arrivando a lasciare chiusi diversi istituti: una condizione che non fa piacere, ma che la dice lunga sul malessere che si è creato tra docenti e Ata, consapevoli che questo ritorno a scuola non si svolge in sicurezza”.

Chi ha detto che in questo anno scolastico si sarebbe fatto ricorso alla didattica a distanza solo eccezionalmente può già ricredersi: a pochi giorni dall’inizio delle lezioni in presenza, i casi di Covid stanno proliferando. Le stesse le rassicurazioni del ministro dell’istruzione sul ritorno tutti in presenza si sono subito sciolte come neve al sole. La rivista Orizzonte Scuola ha già conteggiato un centinaio di classi in cui è stato accertato il ricorso alla quarantena e il ritorno alla dad.

Sale a 35 il numero delle classi in quarantena in Alto Adige, mentre sono una settantina i casi di positività. La prossima settimana, oltre ai test salivari a campione disposti a livello nazionale, partirà anche lo screening a tappeto con tamponi nasali in tutte le classi. La partecipazione è volontaria, ma in caso di un compagno positivo solo i non testati finiranno in Dad, mentre gli altri alunni resteranno in presenza.

Lezione in Dad anche per oltre 30 di classi nel territorio di Ats Milano, che comprende anche la provincia di Lodi: lo si evince dal bollettino di Ats Milano al 15 settembre. A due giorni dalla prima campanella sono finiti in quarantena alcuni studenti delle superiori e della primaria, dopo la scoperta – come scrive il Corriere della Sera – di un compagno positivo al Covid. A casa per lo stesso motivo anche altri bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia, dove le attività in presenza erano riprese il 3 settembre. In tutto si tratta quindi una trentina di classi, su una popolazione scolastica di circa 500mila studenti.

Anche nel Modenese, al secondo giorno di scuola, c’è stato un caso di Covid in una classe che dal 15 settembre segue le lezioni in Dad. È successo alla scuola media di Vignola, come scrive la stampa locale, e il problema riguarda una prima classe, dove, lo ricordiamo, nessuno studente, per il momento può essere vaccinato (la vaccinazione è valida per gli over 12). Un’intera classe della scuola primaria di Ussana, nel Sud Sardegna, è già in quarantena al secondo giorno di scuola a causa di un bambino che potrebbe essere positivo. La notizia è stata confermata dal sindaco del paese. Non è ancora chiaro però se l’alunno sia positivo, oppure in attesa di tampone naso-faringeo. Anche nel Lazio sarebbero almeno 30 le classi coinvolte nella quarantena.

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