In Portogallo via libera alla legge che vieta ai capi di contattare i dipendenti fuori dall’orario di lavoro

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Anche chi lavora in smart working ha diritto al riposo. Il Portogallo ha trovato una soluzione, approvando una delle leggi più avanzate nell’Unione europea in tema di diritto alla disconnessione.

Tra le altre novità, le aziende dovranno contribuire alle spese domestiche per lo smart working, come la connessione a internet e le bollette dell’elettricità.

Sarà, poi, vietato monitorare la produttività fuori dall’ufficio, per salvaguardare la privacy dei dipendenti, mentre diventerà obbligatorio organizzare incontri in presenza con il personale, almeno due volte al mese, per arginare l’isolamento di chi non lavora in presenza.

E poi sono previste agevolazioni per i genitori con figli piccoli, che potranno lavorare da casa senza chiedere preventivamente un permesso al datore di lavoro, fino al compimento dell’ottavo anno di età dei figli.

Il diritto alla disconnessione e la scuola

Le istituzioni scolastiche, nel corso degli ultimi anni, hanno subito numerose metamorfosi, dal come effettuare la didattica a come veicolare le informazioni tra il personale scolastico. Il famoso registro delle circolari e delle comunicazioni, collocato nella sala dei docenti è ormai un ricordo sbiadito del passato; a sostituirlo ci ha pensato l’avvento del digitale con le circolari in rete presenti sul sito istituzionale delle scuola, la comunicazione a mezzo email, il registro elettronico, applicazioni come WhatsApp e Telegram etc. anche se quest’ultimi non rappresentano certo dei canali di comunicazione di natura istituzionale, ma tant’è…

L’informazione celere raggiunge tutti e in qualsiasi momento della giornata, senza limiti di tempo; molteplici sono i gruppi creati su WhatsApp, a dare supporto a tutte le attività funzionali dei docenti e infine non può mancare in taluni casi il canale ufficiale – di solito Telegram – del Dirigente Scolastico e del suo staff attraverso il quale pullulano le “circolari, comunicazioni e iniziative varie”.

Un tale scenario non può che causare caos tra le varie chat, con informazioni che si susseguono e che qualche docente perde di vista a causa dei troppi interventi che spesso si allontanano da ciò che ha dato origine al dibattito.

Capita così che ad una messaggistica istantanea si associ la perdita della propria libertà in quanto si è spesso on-line e non esistono giorni festivi od ore serali e del giorno che possano porre fine a questo tam tam incessante di notifiche in arrivo. Per non parlare, come constata la nostra lettrice, delle circolari pubblicate a tutte le ore del giorno, tutti i giorni, fuori dall’orario di servizio.

Eppure esiste il diritto alla disconnessione.

Troviamo tale definizione nel CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018, all’art 22 comma 4, c8), che riporta quanto segue:

“Sono oggetto di contrattazione integrativa – a livello di singola istituzione scolastica ed educativa – i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare (diritto alla disconnessione)”.

I punti imprescindibili del diritto alla disconnessione

  • Il lavoratore dipendente NON dovrà rimanere connesso 24 ore su 24 e 7 giorni su 7;
  • Non si è responsabili del mancato malfunzionamento della rete che crea disagi soprattutto quando i docenti devono usare il registro elettronico e sono costretti a continuare il lavoro da casa;
  • È la contrattazione della scuola a definire regole certe e fasce orarie protette in cui il personale dovrà essere reperibile.

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