In piazza per la scuola, il lockdown ricostruisce il patto scuola-famiglia

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Quella per richiedere la scuola in presenza è stata la prima manifestazione di piazza dopo il lockdown per il Coronavirus, ma la sua riuscita non è legata a questo motivo.

La scuola ha mobilitato sedici piazze contemporaneamente, dimostrando di essere per i cittadini una priorità. Inevitabile il suo interesse su tutti i mass media che da Nord a Sud, da destra a sinistra hanno fatto da eco alla protesta.

La ministra Azzolina ha sempre affermato che la scuola è una priorità per il Governo; i cittadini lo hanno dimostrato con i fatti. Il tema esplicitato è semplice: non si può far ripartire un paese senza far ripartire la scuola con tutti gli alunni in classe. Dietro al principio sacrosanto ci sono anche motivazioni pratiche di natura sociale, economica e di organizzazione familiare.

La ripresa della scuola in presenza è riuscita a ricostruire quel patto fra scuola e famiglia che ormai si era perso nel corso dei decenni. In piazza sono scesi, uno accanto all’altro, genitori, docenti e studenti. Queste figure non sono più state contrapposte. All’improvviso quelle che sembravano figure contrastanti sono diventate alleate e solidali.

La scuola è stata in grado di anticipare la politica. A minacciare proteste in piazza erano state nei giorni addietro alcuni partiti, con una serie ampia di motivazioni senza pensare esclusivamente alla scuola. E i partiti invece sono stati superati in corsa dalla parte viva e pulsante della società, la parte su cui cammina il paese; una parte fatta di lavoro, studio, sacrifici e quotidianità.

La gente in piazza ha dimostrato che si può tornare in piazza anche rispettando le regole sanitarie tuttora in vigore per contrastare la divulgazione di un virus non ancora sconfitto. Mascherine sul volto, distanziamento di sicurezza, disinfezione del megafono pur di far parlare tutti.

Accanto a un’Italia disinibita desiderosa di riprendersi i suoi sacrosanti spazi di vita sociale, incurante però dell’effetto assembramento, ieri è andata in piazza un’altra Italia, capace di dimostrare quali sono i suoi bisogni ed esigenze, rispettosa di tutte le indicazioni arrivate dagli scienziati. Anche questa è stata una lezione: di non poco conto.

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