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In pensione con la rendita, per i disoccupati da 57 anni di età

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LA pensione con la RITA permette l’accesso ai lavoratori disoccupati, titolari di un fondo pensione, a partire dai 57 anni.

La pensione con la rendita integrativa temporanea anticipata può essere una buona soluzione per coloro che hanno perso il lavoro visto che permette l’accesso già a partire dai 57 anni. Ma bisogna considerare anche il capitale versato nel fondo per riuscire a capire se la misura permette di avere una pensione che possa chiamarsi tale.

Cerchiamo di capire rispondendo ad un nostro lettore che ci scrive:

Salve, Mia moglie ha 61 anni, nel 2017 e’ stata licenziata, ha iniziato a lavorare dal settembre 1991, qui di ha in attivo oltre 26 anni di contributi. Ha versato per 5 anni, ogni anno 5000 euro come fondo pensione alle generali, e due anni fa li ha trasferiti all’Allianz. Voleva ritirare i soldi del fondo pensione, conviene o può andare in pensione? In quest’ultimo caso i soldi del fondo verrebbero utilizzati per la pensione?  In definitiva, cosa conviene? In attesa di una cortese risposta porgo cordiali saluti

Pensione con la rendita dai 57 anni

La RITA permette l’accesso ai lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, al compimento dei 57 anni se hanno versato almeno 20 anni di contributi e se nel fondo complementare sono stati versati almeno 5 anni di contributi (a chi è ancora in servizio, invece, l’accesso è permesso al compimento dei 62 anni di età previa cessazione dell’attività lavorativa).

Sua moglie, quindi, con i requisiti anagrafici e contributivi in suo possesso potrebbe approfittare della misura visto che ha versato i 5 anni minimi richiesti nel fondo pensioni. Per sapere se è  realmente possibile dovreste, però, informarvi presso il gestore del conto in questione e capire se è supportata la RITA.

Ovviamente la pensione, fino al compimento dei 67 anni (quando la signora potrà accedere alla pensione di vecchiaia calcolata sui contributi versati nell’AGO), sarebbe finanziata dal capitale versato nel fondo pensione complementare.

Con i 25mila euro versati a sua moglie spetterebbe una rendita mensile di circa 340 euro (calcolando la rata senza prendere in considerazione gli interessi maturati dal capitale), utilizzando il 100% del tesoretto versato nel fondo pensione. Ovviamente, poi, non avrebbe più il capitale investito, riprendendolo mese dopo mese per i 6 anni che la separano dalla pensione di vecchiaia.

Ritirare, quindi il capitale investito nel fondo in un’unica soluzione o richiederlo mese per mese con la RITA dal punto di vista economico è indifferente. L’unica differenza è se per voi è maggiormente conveniente ricevere una rendita, seppur minima, mensile, oppure ricevere il capitale in un’unica soluzione. Anche in questo caso vi consiglio di consultarvi con i gestori del fondo pensione che sapranno, in ogni caso, fornirvi dettagli maggiori e anche, eventualmente, altre soluzioni.

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