In Italia passa l’idea che chiunque può diventare insegnante, anche senza un percorso specifico. Lettera

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inviata da Guido Regonelli – Riuscireste ad immaginare l’inizio del campionato di calcio ad agosto senza le forze dell’ordine pronte a garantire la messa in sicurezza dell’evento? Sarebbe pensabile annullare delle partite causa la penuria di agenti? Oppure che si assumessero poliziotti nella celere a campionato iniziato, ad ottobre o novembre, magari a tempo determinato, senza nessuna esperienza e senza aver svolto nessun tipo di selezione o concorso?

Eppure questo è quello che avviene normalmente in un altro comparto del pubblico impiego, ovvero nella Scuola dove ogni anno si ripete il valzer delle cattedre scoperte e
non risulta mai garantito un regolare inizio dello svolgimento delle lezioni.

Il caos dei supplenti e l’impreparazione della Scuola, purtroppo, non è una novità dell’anno scolastico in corso e della pandemia: nel 2019-2020 erano circa 850mila[1] i posti per il
personale docente necessari in organico e 85.150[2] le cattedre vacanti, circa il 10%. Per proseguire il paragone calcistico è come se una partita di calcio su dieci venisse annullata per la mancanza delle forze dell’ordine.

Invece in Italia si è arrivati all’accettazione passiva dell’inefficienza di un servizio pubblico come l’Istruzione, impensabile in altri comparti della Pubblica Amministrazione, che porta
ad un abbassamento dell’offerta formativa inteso sia in termini di quantità che di qualità.

Numerose sono le ore perse dagli studenti, soprattutto nella scuola superiore, in cui le lezioni non sono garantite, si entra dopo e si si esce prima da scuola, mentre altre ore sono coperte con supplenze volte unicamente a garantire la sorveglianza dei ragazzi e sollevare la scuola da ogni responsabilità giuridica.

La situazione dei docenti di sostegno è poi scandalosa: rivestono un ruolo delicatissimo perché si relazionano con l’utenza più fragile della scuola, ma sono i meno reperibili e spesso impiegati, a dispetto delle normative vigenti, a coprire le assenze dei colleghi.

Infine sappiamo che gli stipendi degli insegnanti sono più bassi di quelli degli altri lavoratori della Pubblica Amministrazione e che non esistono scatti inerenti al merito, ma non si capisce perché un poliziotto, un carabiniere, un infermiere possano svolgere il proprio lavoro solo dopo una formazione che ne attesti l’idoneità ed invece un docente possa entrare in un aula con trenta minorenni senza aver svolto alcun percorso specifico, una supervisione o un tutoraggio, facendo passare così l’idea che chiunque possa diventare un insegnante.

Un’onesta riforma della scuola dovrebbe partire da questo.

[1]https://www.ilsole24ore.com/art/scuola-ranghi-incompleti-tanti-supplenti-ok-presidi-ACOKjsg

[2]https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/30/scuola-oltre-85mila-cattedre-vacanti-per-il-prossimo-anno-sono-20mila-in-piu-
rispetto-al-2019-20-cisl-anni-di-mancate-stabilizzazioni/5852305/

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