In Italia con il diploma magistrale conseguito entro il 2001/02 ci si può inserire in GaE oppure no, dipende dal Giudice. Lettera

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Sono un’insegnante in pensione e spiego la causa della mia sfiducia e indignazione.

Mi riferisco a ciò che accade nella scuola dove si accolgono o si respingono ricorsi di molti insegnanti con il diploma magistrale conseguito entro il 2002 (tra essi ci sono molti laureati).

Come ben si sa, il 5 giugno 2013 il Consiglio di Stato ha riconosciuto a tutti gli effetti il valore abilitante del diploma magistrale ai sensi del D.M. 10 Maggio 1997.

Poco tempo dopo alcuni abilitati hanno presentato ricorso per essere inseriti nella GAE; il Consiglio di Stato, con sentenza 1973 depositata il 16 Aprile 2015, ha accolto il loro ricorso e riconosciuto il loro diritto a essere inseriti nella GAE. I ricorrenti hanno inoltre ricevuto la somma di 4000 euro per il danno subito.

Tralascio di elencare altre sentenze per esigenza di sinteticità e per non tediare. Ricordo, però, che lo scorso Luglio il giudice amministrativo ha dato un parere completamente diverso rispetto a quello del 16 Aprile 2015. Infatti non ha riconosciuto ai diplomati magistrali il diritto di inserimento nella GAE.

Così ora in Italia esistono due categorie di insegnanti abilitati di scuola primaria. La prima – di serie A – è entrata nella GAE; la seconda – di serie B – ne è rimasta esclusa pur avendo i medesimi requisiti.

A questo punto ogni benpensante conclude che in Italia non esiste vera giustizia perché, all’atto pratico, la legge non è uguale per tutti.

Di chi la colpa? Non si sa. I giudici godono di piena libertà e indipendenza ma io, come cittadina, mi indigno per queste palesi ingiustizie. Vorrei almeno che, tra i giudici, ci fosse un necessario accordo, cioè permettere a tutti i ricorrenti di entrare nella GAE oppure stabilire che a tutti ne sia vietato l’accesso.

Questa omogeneità di sentenze sarebbe il primo passo per eliminare la sfiducia verso uno Stato che permette una situazione del genere.

Armida Conte

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