In Italia chi studia, si specializza e vince concorsi è messo da parte. Lettera

di redazione
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Francesca Brunelli – Sono un’insegnante abilitata per la scuola dell’infanzia e primaria ancora inserita in Gae dal 2000. Laureata vecchio ordinamento e attualmente con una supplenza di sole 4 ore settimanali!

Da giorni leggo con rabbia le manifestazioni di solidarietà alle maestre diplomate magistrali, sia da parte dei sindacati che da parte di partiti politici.

Ovviamente essendo in Italia, nessuno crede che queste categorie lo stiano facendo perché credono in un’ingiustizia ricevuta dalle diplomate, ma soltanto per un tornaconto personale! Che sia esso di partito o per qualche tessera sindacale in più.

Quando le maestre diplomate venivano immesse con riserva, ci veniva risposto che le sentenze si rispettano, ebbene perché adesso non viene fatto? Perché come sempre, si vogliono trovare sotterfugi?

Aspetto il ruolo da troppo tempo e troppe volte mi sono vista scavalcare. A me e alle migliaia di colleghe nella mia situazione, chi ci pensa, chi ci tutela? Forse perché noi non protestiamo, non facciamo sentire la nostra voce. Hanno accettato con riserva. Sapevano che ciò poteva accadere. Paradossalmente, quest’anno rischio nuovamente di rimanere fuori bensì stia terminando anche il corso Tfa sostegno, in quanto il Miur ha deciso di non aumentarne i posti.

Quindi dopo essere in Gae da quasi 20 anni, con quasi 15 anni di esperienza, una laurea v.o., una specializzazione in sostegno e per ultimo, essere in gm 2016…si perché nel 2016, a 43 anni mi sono rimessa in gioco, ho ricominciato a studiare per superare il concorso e ce l’ho fatta! E credetemi, ricominciare a studiare a 43 anni non è facile, ma l’ho fatto, credendo finalmente di giungere al sospirato ruolo e invece, sono ancora in attesa…

Perché anche le maestre diplomate non dovrebbero rimettersi in gioco?

Sapete perché chi invece studia, si specializza, vince concorsi e attende in silenzio il proprio momento è messo da parte? Perché a livello mediatico non fa notizia…ah, dimenticavo..perché siamo in Italia!

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