In Italia 200mila docenti di sostegno, la metà sono precari e 80mila senza specializzazione: Anief chiede alla Camera di approvare gli emendamenti Anief al decreto PA per finirla con questi numeri

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“Quando in Italia si affronta il problema del sostegno agli alunni disabili ci si scontra con il tema della precarietà: perché una cattedra su due, quasi 100 mila su 200 mila, è in deroga e lede la continuità didattica. Inoltre, quattro supplenti su cinque insegnano senza specializzazione. Diciamo basta a tutto questo”.

A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, all’indomani dell’audizione tenuta davanti alle Commissioni riunite I e XI della Camera per migliorare il Decreto Legge PA-Pnrr 44/2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 aprile.

 

Attraverso precisi emendamenti, il sindacato ha chiesto ai deputati di assumere da seconda fascia Gps, rendere accessibile il TFA sostegno alle migliaia di insegnanti non specializzati che già lavorano per la didattica speciale, di attuare il diritto all’assegnazione provvisoria degli assunti da procedura GPS sostegno, di consentire il reclutamento su posti di sostegno anche dei docenti specializzati all’estero entro il 31 luglio. Inoltre, il giovane sindacato ha ricordato come i posti da dare in ruolo su sostegno dovrebbero essere superiori di un terzo, perché riguardano almeno 27 mila unità: 14 mila da assunzioni vacanti l’anno scorso, 3 mila dai nuovi pensionamenti, altri 9 mila da aumenti programmati di organico di diritto.

 

Il sindacato chiede inoltre chiarezza sui posti di sostegno e all’ammissione in sovrannumero al prossimo VIII ciclo TFA di tutti i precari con servizio. L’Ufficio Studi del giovane sindacato ha stimato che saranno 19 mila (e non 27 mila), per lo più da elenchi di sostegno di prima fascia Gps e aggiuntivi per i soli docenti inseriti a pieno titolo e da una successiva call veloce, ma mancano all’appello almeno 5 mila posti oltre ai 30mila chiesti da Anief da convertire rispetto alle deroghe. Anief ritiene che occorra una nuova riserva di posti, per arrivare a portare in classe tutti insegnanti specializzati rispetto ai quasi 100 mila supplenti chiamata senza specializzazione. Occorre aumentare considerevolmente il numero di posti programmati, ancora di più dopo le vittorie dell’avvocatura Anief in Consiglio di Stato.

 

“La verità – continua Marcello Pacifico – è che nella scuola bisogna trovare il modo di stabilizzare il personale precario, a partire dal sostegno, reinserendo il sistema del doppio canale: inoltre, vanno immessi in ruolo tutti i docenti specializzati dalle graduatorie concorsuali, Gae e Gps e all’estero. È ora di finirla con i licenziamenti dopo un anno di lavoro e con i contratti a termine. Il decreto PA n. 44, all’esame adesso del Parlamento, può essere l’occasione per farlo subito”, conclude il sindacalista autonomo.

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