In Gran Bretagna niente vaccini fra 12 e 15 anni, troppi rischi. Ema intanto indaga su Pfizer e Johnson&Johnson

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Gli esperti del comitato medico-scientifico britannico indipendente che assiste il governo di Boris Johnson sulla campagna vaccinale anti Covid (Jcvi) hanno negato oggi la luce verde alla somministrazione — pur autorizzata dalle agenzie del farmaco — dei vaccini ai bambini e ragazzi sani fra i 12 e i 15 anni.

Il comitato ha affermato che con un tasso di appena due su un milione di bambini sani che necessitano di cure intensive per il Covid-19, il beneficio marginale della vaccinazione è «insufficiente per supportare una somministrazione universale» per questa fascia di età.

Intanto, salgono i contagi nel Regno Unito: oggi il Paese registra 42.076 casi nelle ultime 24 ore contro i 38.154 del giorno prima, mentre i decessi sono 121 (ieri 178).

Indagine su Pfizer e Johnson&Johnson

Infatti, l’Agenzia europea del farmaco, come riferisce un articolo del quotidiano “Il Giornale”,  riporta alcuni casi di coaguli di sangue e di sindrome infiammatoria. L’Agenzia sta esaminando un rapporto sulla sindrome infiammatoria multisistemica (Mis), dopo il caso di un ragazzo danese di 17 anni, che adesso sta bene, a cui è stato somministrato il vaccino Pfizer. Ma sono giunte segnalazioni anche da altri 30 paesi del See.

Per quanto riguarda il vaccino Janssen, invece (sempre secondo il quotidiano), l’Ema sta considerando se esiste una correlazione tra la somministrazione e alcuni casi di tromboembolia venosa (coaguli di sangue nelle vene), un effetto collaterale già inserito nel piano di gestione del rischio per Janssen come questione su cui indagare ulteriormente.

Per il momento non ci sarà alcuna modifica alle attuali raccomandazioni dell’Ue per l’uso dei vaccini Covid-19.

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