In Giappone il 75% dei docenti a rischio di morte per troppo lavoro: lavorano più di 11 ore al giorno

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Rischio burnout anche per gli insegnanti del Giappone. È quanto emerge da un sondaggio condotto da un gruppo di ricercatori indipendenti guidati da Ryo Uchida, professore all’Università di Nagoya, riportata dal Corriere della Sera.

Secondo questa ricerca, condotta su un campione di 924 docenti di età compresa tra i 20 e i 50 anni, il 74,4% degli insegnanti giapponesi di scuola media inferiore svolge oltre 80 ore di straordinario al mese, soglia indicata dal ministero della Salute come potenzialmente fatale.

Secondo il sondaggio, “anche un terzo degli insegnanti di scuola elementare svolge oltre 40 ore di straordinario al mese, ed è stato invitato dai dirigenti scolastici a dichiarare meno ore di lavoro rispetto a quelle effettivamente lavorate”.  Facendo due conti, 80 ore mensili (in più) sull’orario già lungo di presenza nelle scuole (in genere sei giorni su sette), significano 20 ore la settimana. Ovvero circa tre ore al giorno.

“Gli effetti peggiori dei lunghi orari di lavoro degli insegnanti ricadono principalmente sui bambini. Questo è un problema sociale che va assolutamente affrontato”, ha commentato Uchida, l’autore dello studio.

“Le richieste da parte dei dirigenti di sottostimare le ore effettivamente lavorate è un escamotage per aggirare la legge del 2019 sulle condizioni di lavoro del personale educativo, che limita gli straordinari a 45 ore al mese. È fondamentale che le istituzioni prendano atto del problema e che intervengano aumentando il numero degli insegnanti oppure con riforme in grado di ridurre il carico di lavoro”, ha concluso il ricercatore.

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