In Gazzetta Ufficiale il decreto Green Pass, Anief: ci sono i test salivari per gli alunni ma per i lavoratori, si legifera tanto ma sempre discriminando

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È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale – la serie generale n. 224 del 18-09-2021 – la legge di conversione del decreto n. 105 sul Green pass, varato dal Consiglio dei Ministri il 23 luglio e approvato in via definitiva il 15 settembre: diventa la Legge n. 126, con effetto dalla giornata odierna, e determina tra l’altro l’accesso con il Green pass a diversi luoghi ed eventi, oltre che la validità del certificato verde estesa da 9 a 12 mesi.

I test salivari vengono equiparati ai tamponi e si estende fino al 30 novembre la misura dei tamponi a prezzi calmierati in farmacia (15 euro anziché 22 per gli adulti, 8 euro per gli under 18). Chi non dovesse rispettare le nuove norme, rischia una multa dai 400 ai 1.000 euro, tenendo conto che la mancata presentazione della certificazione sarà considerata assenza ingiustificata dal lavoro e, dopo il quinto giorno, scatterà la sospensione senza stipendio. Quest’ultima disposizione dovrebbe tuttavia essere superata dal decreto legge n. 122 contenente i nuovi importi delle multe, decisamente maggiorati perché passano da un minimo di 600 euro fino ad un massimo di 1.500 euro”.

Per la scuola, la legge di conversione del decreto n. 105 in vigore da oggi prevede l’individuazione di “scuole sentinella”, dove si svolgerà la somministrazione di test salivari, già risultato efficiente in alcune realtà regionali, al fine di monitorare un campione di circa 110.000 alunni/mese con cadenza quindicinale e rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta ad un totale di circa 4.200.000 alunni. Secondo Anief si tratta di un primo importante risultato, perché la somministrazione di test salivari al posto degli invasivi tamponi è stata a lungo caldeggiata dallo stesso giovane sindacato rappresentativo: rimane il rammarico per l’esclusione dal monitoraggio dei dipendenti della scuola.

Considerando che la quasi totalità sono ormai vaccinati e che ciò non comporta comunque un’adeguata schermatura dal contagio del temibile virus – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non si comprende per quale motivo docenti, Ata e dirigenti scolastici non sono stati contemplati nella campagna nazionale di sorveglianza dell’andamento del Covid nelle scuole. Dopo il Green Pass obbligatorio, si sta esercitando un’altra disposizione che contiene a nostro avviso delle conseguenze discriminanti nei confronti di tutti gli individui che si trovano per ore e ore nelle nostre scuole. Anche la decisione di elevare le multe, prossima all’approvazione, ci trova nettamente contrari, perché si tratta di cifre sproporzionate: per un docente, un dipendente amministrativo o un collaboratore scolastico ad inizio carriera si tratta addirittura di un importo che può superare lo stipendio mensile e nel caso di reiterazione i 1.000 euro, prossimi ai 1.500 euro, possono anche raddoppiare. Riteniamo che per salvaguardare la salute dell’individuo e pubblica c’erano sicuramente altre strade, a partire dalla sensibilizzazione che evidentemente non è stata adeguata. Pensare che nella scuola il Green Pass possa bastare per vincere il Covid19 è un inganno, che sta si sta già rivelando tale, visto che in centinaia classi sono già in dad”.

Arrivano i test salivari nelle scuole. Verranno effettuati, scrive oggi la stampa specializzata, ogni 15 giorni con l’obiettivo di processare un totale di circa 109.000 RT-PCR mensili su scala nazionale. Verrà stabilito un calendario di riferimento dove, a ogni sessione, verranno abbinate due settimane del calendario (es. sessione 1 dal 13 al 26 settembre, sessione 2 dal 27 settembre al 10 ottobre etc). Questo permetterà alle Regioni/PP.AA. di effettuare la raccolta dei campioni per ogni specifica sessione anche in giorni diversi della stessa sessione, evitando il sovraccarico dei laboratori.

 

In una prima fase “di avviamento” (due mesi) le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle ASL competenti, ovvero della Difesa. Successivamente, al fine di garantire maggior comfort familiare e rispettare le modalità di raccolta (digiuno, prima di lavare i denti, ecc.) si prediligerà la modalità di “auto-raccolta” al mattino appena svegli.

Tale fase seguirà un preventivo iter formativo per il conseguimento della necessaria confidenza con i dispositivi di raccolta (che potrebbe avvalersi, laddove disponibili, dei referenti scolastici, eventualmente coadiuvati da personale sanitario).

Tuttavia, le Regioni/PP.AA. che lo riterranno opportuno potranno non fare ricorso a questa fase di avviamento e iniziare le attività direttamente con l’auto-raccolta dei campioni di saliva da parte dei genitori.

I campioni raccolti saranno etichettati con le generalità del soggetto (nome, cognome, data di nascita), trasportati dal singolo alunno/familiare presso l’Istituto di frequenza e immessi in un apposito contenitore gestito da un referente scolastico, unitamente alla modulistica prevista dal laboratorio di riferimento. Il monitoraggio si baserà su una adesione informata e volontaria da parte dei genitori/tutori e la sua accettazione non sarà in alcun modo vincolante sull’accesso alla scuola in presenza, così come raccomandato dal CTS.

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