In Francia è crisi di insegnanti, il Ministero propone di mandare in cattedra i giovani con laurea triennale. Sindacati critici

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Crisi di insegnanti in Francia. Il Ministero dell’Educazione è alle prese con la sfida di rendere più attraente la professione docente. La carenza di candidati ai concorsi docenti, sempre più preoccupante, ha spinto il Ministero a sviluppare strategie innovative per attrarre futuri educatori.

Come segnala Le Café Pedagogique, la proposta più rivoluzionaria riguarda il reclutamento di insegnanti già con laurea triennale. La mossa, applicabile sia al primo che al secondo grado, non solo permetterebbe un ingresso anticipato nel mondo dell’insegnamento, ma amplierebbe anche il bacino di candidati. Parallelamente, è prevista una formazione più approfondita e rinforzata.

Il piano ministeriale prevede corsi di laurea multidisciplinari e moduli aggiuntivi per il primo grado, mirati a sensibilizzare verso la professione. Inoltre, i laureati in formazione riceveranno una remunerazione, accettando l’impegno di servire lo Stato. Questo rappresenta un incentivo significativo per i futuri insegnanti.

I sindacati, seppur riconoscendo l’innovatività dell’approccio, esprimono preoccupazioni sulla qualità della formazione proposta. Sottolineano l’importanza di garantire una preparazione adeguata e di alta qualità, richiedendo anche un periodo di transizione organizzato per gli studenti attualmente impegnati in percorsi di master.

Sarebbero tre gli scenari presentati:

Laurea triennale per l’insegnamento nella scuola di primo grado: l’opzione prevede un ingresso anticipato nella professione e un ampliamento del bacino di candidati, ma non risponde alla carenza di candidati per il secondo grado.

Laurea triennale per l’insegnamento nella scuola di primo grado e laurea quadriennale per la scuola secondaria di secondo grado: lo scenario affronta la carenza di candidati per il secondo grado, ma mantiene una discrepanza tra i due gradi di insegnamento.

Laurea triennale per l’insegnamento nella scuola di primo e secondo grado: lo scenario preferito dal Ministero propone un reclutamento uniforme per entrambi i gradi, con numerosi vantaggi come l’ampliamento del bacino, un ingresso anticipato nel settore con remunerazione e una formazione iniziale più robusta.

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