Riforma, possibile alle elementari A-B-C-D al posto dei voti e media del sei per ammissione esame media e superiore

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Tappa decisiva per la Buona scuola. I pareri delle Camere sugli otto schemi di decreto che attuano la legge 107 sono in dirittura d’arrivo: il 17 marzo è il termine ultimo. Poi la parola passerà al Governo per l’ok definitivo.

Nei prossimi dieci giorni saranno dunque tirate le fila delle tante proposte emendative emerse nelle scorse settimane dalle audizioni di sindacati e associazioni del mondo della scuola (già da domani potrebbe arrivare qualche “verdetto”). Quando sono stati assegnati gli schemi alle Camere, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli aveva dichiarato la massima disponibilità all’ascolto e all’eventuale integrazione o modifica dei testi e l’ufficio legislativo del Miur ha via via registrato perplessità e suggerimenti.

Cambiamenti sono attesi nel decreto relativo all’inclusione scolastica degli alunni disabili: il tetto degli studenti per classe dovrebbe tornare a 20 e correzioni dovrebbero consentire un maggior coinvolgimento delle famiglie nei “luoghi di decisione” oltre che “sanare” la questione dell’esame di terza media (al centro delle polemiche la previsione di un attestato di credito formativo agli alunni disabili invece del diploma di licenza).

Per quanto riguarda il provvedimento su valutazione, certificazione delle competenze ed esami di stato, in queste ore ancora si discute dell’opportunità o no di dare voti nel primo ciclo (nella riforma si propone di sostituirli con lettere, A-B-C-D-E) e della “media del 6” (invece dell’attuale sufficienza in tutte le materie) come requisito per l’ammissione alla Maturità (l’aver partecipato ai test Invalsi, a prescindere dall’esito, resterebbe, invece, passaggio necessario).

Nel decreto su formazione e reclutamento modifiche dovrebbero riguardare sia i tempi della fase transitoria sia i precari non abilitati con più di 36 mesi di servizio. Piccoli aggiustamenti nel decreto sull’istruzione 0-6 anni.

Parallelamente al lavoro delle Camere, va registrato anche quello della Conferenza Unificata Stato-Regioni e Autonomie Locali, che si è già espressa con pareri favorevoli sui quattro schemi riguardanti competenze esclusive dello Stato (valutazione, scuole all’estero, formazione iniziale dei professori, cultura umanistica). Ora dovrà esprimere parere (con valore vincolante) sugli altri quattro schemi di decreto (inclusione, diritto allo studio, riforma 0-6, istruzione professionale).

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