In corso il quarto sciopero in cinque mesi, i precari manifestano davanti al Miur, ANIEF: appello a Governo e Parlamento perché riaprano le GaE

di redazione
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ANIEF – Arriva da Viale Trastevere l’appello alla politica perché approvi un decreto legge che riapra le Graduatorie ad esaurimento e trasformi quelle d’Istituto in Provinciali, sbloccando gli organici: è quello che hanno chiesto stamattina, all’unisono, i tanti partecipanti alla manifestazione davanti al Ministero dell’Istruzione.

Ad organizzarla è stata il sindacato Anief che li rappresenta e ha promosso i ricorsi in Italia e in Europa per ottenerne la stabilizzazione.

“Soltanto con la riapertura delle GaE, la trasformazione delle graduatorie d’Istituto in Provinciali e lo sblocco degli organici, cancellando una volta per tutte quelli di fatto, potremo garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico e coprire le classi che senza le attuali maestre rimarrebbero scoperte”, ha detto il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico presente alla protesta. “Il provvedimento – ha aggiunto – sarebbe anche una prima risposta ai docenti abilitati nella scuola superiori delusi dal reclutamento transitorio, in attesa che entrino a regime le nuove discutibili regole imposte dalla riforma della scuola del Governo Renzi”.

La partecipata manifestazione si è svolta nel giorno dell’ennesimo sciopero della scuola, il quarto in appena cinque mesi, e a conclusione di sciopero della fame che diverse maestre con diploma magistrale hanno iniziato una settimana fa assieme ad un sit in permanente, sempre nella zona del dicastero dell’Istruzione. Anche loro chiedono una norma che blocchi gli effetti dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, che lascerebbe a casa decine di migliaia di diplomati magistrale, e la decisione dell’Avvocatura di Stato di darne seguito, seppure in modo graduale.

“Per scongiurare questo quadro apocalittico – ha detto ancora Marcello Pacifico – Anief chiede al Governo e al Parlamento d’intervenire con un decreto d’urgenza: occorre muoversi, anche in fretta, per evitare il licenziamento di 44 mila maestre e maestri supplenti e di altri 7 mila immessi in ruolo con riserva, nonché garantire l’assunzione di tutto il personale abilitato. E anche delle superiori, che hanno conseguito il titolo abilitante con Tfa, Pas e all’estero, ma che rischiano ora anche loro di rimanere al palo, soprattutto perché il nuovo concorso assegnerà cattedre in alcuni casi dopo 40-50 anni”.

“Pertanto – ha concluso il sindacalista autonomo – la soluzione è semplice e univoca: bisogna riaprire le GaE a chi è in possesso di un’abilitazione. Laddove le graduatorie risultano esaurite, c’è necessità di assumere con il doppio canale dalle graduatorie d’istituto, che per questo motivo devono essere necessariamente trasformate in provinciali. Per stemperare la tensione, si inizi, chiaramente, confermando nei ruoli dello Stato quelli già assunti a tempo indeterminato, dopo aver addirittura superato l’anno di prova. E, parallelamente, si proceda al resto”.

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