In classe senza supplenti e Ata. Una preside: “Il reddito di cittadinanza li ha disincentivati”

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Continua l’emergenza supplenti a Roma. Mancano docenti e Ata. Sul Corriere della Sera si parla della situazione nella Capitale.

“Pretendiamo la verità dal ministro Bianchi, non è assolutamente vero che la scuola ha riaperto senza disagi – protesta il coordinamento dei presidenti di consiglio d’istituto di Roma e Lazio – Ci devono spiegare perché molte scuole sono a orario ridotto, perché non hanno l’organico al completo soprattutto per i collaboratori scolastici, perché i docenti di sostegno sono sottodimensionati rispetto alle esigenze e al numero degli alunni”.

Una preside spiega: “Anche per il personale tecnico amministrativo ci sono le graduatorie d’istituto ma è difficile che qualcuno accetti l’incarico. È spiacevole dirlo, ma con il reddito di cittadinanza in molti non sono più venuti, soprattutto chi arriva da fuori regione. A scuola prendono poco di più rispetto al sussidio, così rifiutano la proposta”.

I sindacati chiedono spiegazioni: “Abbiamo registrato tante rinunce ed errori nelle assegnazioni. In alcuni casi i docenti sono stati chiamati per cattedre fantasma, non presenti nel fabbisogno degli istituti. In generale, l’algoritmo con cui vengono elaborate le graduatorie è da correggere. Le assegnazioni avvengono in un unico turno senza fare distinzione tra la prima fascia di insegnanti specializzati e la seconda senza titolo”, racconta Alessandro Tatarella, segretario regionale Cgil Scuola.

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