In BALIA della Tecnologia. Lettera

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Inviato da Cristina Sbarra – “Questo non era scritto sul registro elettronico e io non l’ho fatto”, mi dicono gli studenti.

È vero, errore mio, avevo sbagliato giorno, ma ne avevamo parlato e l’avevo detto…, qualcuno l’aveva pur scritto sul diario (un ‘alieno’ tra di voi, chi ancora lo usa…?). Comunque avete ragione voi, anche se, avendolo scritto per il giorno dopo, ad una ora non corrispondente a Fisica, potevate immaginare che gli esercizi sulla legge di Ohm non fossero del programma di religione(!)… Ma forse anche questo richiede un passaggio logico troppo faticoso, e soprattutto non richiesto, a voi ragazzi. Abbiamo fatto di tutto per semplificarvi la vita, dunque perché operarsi a fare quello che la tecnologia fa per te?

L’abbiamo voluta o no la scuola digitale?

Peccato che poi, agli scrutini, si scopra che il sistema non era pronto a fare in automatico le ‘competenze del secondo anno’, con tanto di differimenti delle stesse, e con dispendio di tempo e denaro per gli ignari insegnanti (poco importa se in tre dello staff dirigenziale erano stati mandati ai costosi corsi di aggiornamento sulle novità del registro elettronico). Sono gli inconvenienti del ‘sistema ‘, non immune da bachi, evidentemente… Ma a cui si deve essere anche pronti a rimediare, siamo o non siamo insegnanti delle competenze?
Peccato anche quando qualche insegnante, che aveva tentato lo scritto DS, scopre che il sistema del Miur non ha registrato una risposta ai quesiti, che lui o lei avevano diligentemente salvato. Non certo sul salvataggio automatico si poteva sperare! Ma su una certa serietà del Miur, compreso lo staff del Cineca, magari sì…

Se il sistema non salva vuol dire che è stato un segno del destino (?!)… Ma di questo sistema, che a singhiozzi funziona e non, buttandoti nel trash il lavoro e lo studio di anni, si può e si deve diffidare. Con tanto di ricorsi, se occorre. Perché non è questa la trasparenza che vorremmo.
Non ci resta che sperare in una Scuola nuova: in cui i docenti facciano con serenità e gioia il proprio lavoro, non in balia di registri elettronici, software e piattaforme fallaci. Per dare finalmente attuazione alla trasparenza e all’equità nel loro operato. Ma una Scuola in cui tale trasparenza ed equità arrivino anche e sopratutto dall’alto, dalle procedure del Miur.

Forse anche questo è un passaggio logico troppo faticoso..?
Ma è assolutamente richiesto, a gran voce, da parte di tutti coloro che vogliono una Scuola efficiente e trasparente, e non più “in balia della tecnologia”!

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