In aumento i Dirigenti Scolastici che tornano a fare gli insegnanti. Troppe responsabilità e tagli allo stipendio

Dirigenti Scolastici che tornano indietro e decidono di ritornare ad essere insegnanti. Un allarme lanciato dalle pagine del Messaggero da Paola Serafin, della segreteria nazionale della Cisl scuola con delega alla dirigenza scolastica. 

Il difficile lavoro del Dirigente Scolastico

A spiegare le motivazioni di questo aumento di dietro  front è la Serafin  “Hanno responsabilità molto elevate […]  una professione bellissima ma sempre più appesantita dalla responsabilità penale e civile. Ad esempio, in vista di settembre […]  un preside come può garantire la sicurezza di un teatro o di un cinema, per portare lì i ragazzi? Oppure pensiamo a quelle scuole in cui c’è un solo bidello per 120 alunni, vale a dire 4 classi: è una condizione standard, non straordinaria, ora come si farà a controllare gli spostamenti?

L’organizzazione del rientro a scuola spaventa e lo stress accumulato dalla sospensione delle lezioni non aiuta.

La sindacalista non ha però indicato i  numeri di cui stiamo parlando. Se un abbandono del nuovo ruolo è fisiologico, bisognerebbe capire quanto effettivamente sta incidendo l’emergenza sanitaria.

Taglio allo stipendio

In questi giorni i dirigenti scolastici hanno ricevuto una brutta notizia. In alcuni casi il loro  stipendio potrebbe subìre una decurtazione  da 1.200 fino a  1.700 euro annue, a seconda le regioni.

Soldi tra l’altro che sono già stati percepiti e che andrebbero restituiti. Si tratta del taglio al FUN Fondo Unico Nazionale, che alimenta una quota della retribuzione dei dirigenti.

Pochi giorni fa infatti l’Amministrazione ha comunicato che il FUN 2018/2019 non avrà l’ incremento di 10 milioni, previsto da un decreto fermo presso il MEF.

Una decisione che cozza con l’aumento delle responsabilità richieste ai dirigenti scolastici.

Dirigenti scolatici fuori regione

Ad acuire le difficoltà il meccanismo della graduatoria nazionale, che ha inviato fuori regione numerosi vincitori, con tutte le difficoltà del caso. Non è stata accolta neanche la richiesta di mobilità straordinaria, dal momento che comunque altre assunzioni verranno fatte.

Azzolina: provvedimento legislativo aumenterà capienza fondo

Sulla questione il  Presidente dell’ANP Antonello Giannelli è stato ricevuto dalla Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina. Il Presidente riferisce in un comunicato

“Abbiamo, inoltre, denunciato che alcune ragionerie territoriali dello Stato non hanno ancora attribuito, ai colleghi entrati in ruolo il 1° settembre 2019, la medesima parte variabile della retribuzione di posizione e questo lede in modo sostanziale i più elementari diritti.

La Ministra ha comunicato di essersi già attivata per risolvere la prima questione attraverso un provvedimento legislativo che aumenti la capienza del fondo, nella prospettiva di una sua progressiva stabilizzazione strutturale.

Ha inoltre condiviso l’esigenza di assicurare l’erogazione della parte variabile della retribuzione di posizione ai dirigenti neoimmessi, impegnandosi a interessare la Ragioneria generale dello Stato. L’ANP invierà al Ministero l’elenco delle RTS che non corrispondono la quota retributiva.”

Back to school. La scuola riparte in sicurezza. Eurosofia ha creato dei nuovi protocolli formativi per sostenere la ripresa delle attività didattiche