In arrivo integrazione atto di indirizzo per aumento stipendi docenti e Ata. Naddeo: “Trattative serrate per chiudere quanto prima”

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Rinnovo contratto Istruzione e Ricerca, dal 17 gennaio si entrerà nel vivo con il primo dei tre incontri tematici. 

Sia l’Aran che i sindacati vogliono chiudere quanto prima, ma occorre farlo bene, soprattutto per trovare un testo che sia quanto più condiviso possibile.

Il presidente di Aran, Antonio Naddeo dà aggiornamenti in merito alla trattativa con le organizzazioni sindacali: “L’11 gennaio sono riprese le trattative per la parte normativa, ed una residuale parte economica, del CCNL comparto istruzione e ricerca. La trattativa dopo aver discusso per molte riunioni (di settore) i vari ordinamenti professionali e tornata al cosiddetto tavolo generale, l’unico deputato a chiudere e firmare l’accordo definitivo”, spiega.

“Come ho più volte ripetuto si tratta di un contratto molto complicato, sia per il numero dei dipendenti interessati (1.200.000), sia per i diversi settori (scuola, Università, Ricerca e AFAM) e figure professionali che deve regolare.  Nonostante questo siamo arrivati ad un punto delle trattative dove diventa necessario intraprendere la strada conclusiva che porta alla firma del contratto”, continua.

“Perciò nei prossimi giorni inizieranno riunioni serrate per l’esame dell’articolato presentato dall’ARAN con quello che è stato già recepito sulla base delle richieste delle organizzazioni sindacali, al fine di condividere un testo per la firma definitiva. Inoltre il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta preparando una integrazione dell’atto di indirizzo per l’utilizzo delle risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio 2022, così come previsto nell’accordo politico firmato con i sindacati al Ministero nel novembre scorso.”.

Si tratta, come già riferito, dei 300 milioni di euro riferiti alla RPD (retribuzione professionale docenti), risorse già stanziate nella legge di bilancio 2022 e inizialmente stanziate per la valorizzazione del merito. Ci sono poi altri 100 milioni una tantum che dovranno finanziare la componente fissa della retribuzione accessoria di docenti e Ata per il 2023 (si tratta nello specifico di 85,8 milioni di euro sono per i docenti e 14,2 milioni di euro per ATA per il 2022, destinati alla RPD e al CIA).

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