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Imu non pagata il 16 dicembre, sanzioni, interessi e come funziona il ravvedimento operoso

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Rottamazione IMU

Imu scaduto e non pagato: come provvedere con il ravvedimento operoso.

Probabilmente mai come quest’anno, saranno molti i contribuenti italiani a non aver provveduto per tempo a versare la seconda rata Imu, quella appena scaduta lo scorso 16 dicembre. Un primo motivo di quella che appare più di una ipotesi è da ricercare nella grave crisi economica che sta interessando milioni di famiglie e che magari hanno scelto di spendere soldi per le urgenze rimandano le tasse.

Ma poi c’è anche l’elemento confusione, perché in questi mesi di pandemia, l’Imu è entrata in diversi provvedimenti di esenzione, rinvii delle scadenze e ritocchi che hanno interessato sia i soggetti chiamati a pagare, cioè i cittadini, che i soggetti chiamati a deliberare, cioè i Comuni. Non pagare l’Imu espone chiunque a sanzioni, interessi ed importi maggiorati. Ma come si fa adesso a versare l’Imu in ritardo, cosa occorre sapere e quanto occorre pagare di più.

Imu 2020, la partita non è chiusa per tutti

La scadenza del 16 dicembre, quella del saldo Imu è appena passata, ma per molti non sarà l’ultima chiamata alla cassa per la stagione Imu 2020. Infatti il governo ha dato tempo fino al 31 dicembre ai Comuni, per deliberare le nuove aliquote valide per il 2020. Una proroga che ha prodotto l’anomalia di un pagamento anche del saldo, con le stesse aliquote usate con l’acconto di giugno, cioè quelle 2019 e quindi provvisorie. Per molti quindi probabile un ritorno alla cassa il 28 febbraio, quando occorrerà pagare il conguaglio che è stato già confermato, sarà senza interessi.

Mancato pagamento della rata Imu di dicembre, conseguenze

Per chi invece ha dimenticato di pagare la rata a saldo, a prescindere eventuali ritardi nelle delibere da parte dei Comuni, bisognerà fare i conti con il ravvedimento operoso,  con le eventuali sanzioni per accertamento e con gli interessi.

Per chi ha semplicemente dimenticato di pagare il 16 dicembre e vuole adempiere adesso, occorre utilizzare il cosiddetto ravvedimento operoso. Si tratta di quello strumento che consente al cittadino di regolarizzare in maniera spontanea la propria situazione.

Con il ravvedimento operoso la sanzione che di solito viene comminata e che è prevista per l’Imposta Municipale Unica viene di molto ridotta. Occorre ricordare che la sanzione di cui parliamo è pari al 30% dell’importo dovuto a titolo di Imu.

Con il ravvedimento operoso invece si paga una sanzione massima pari al 5% se il pagamento avviene dopo due anni dalla scadenza del pagamento originale. Il ravvedimento operoso infatti,  in genere si utilizza a poca distanza dalla scadenza della rata e dal conseguente omesso pagamento, ma nessuno vieta però di usarlo anche a diversi anni di distanza, continuando a pagare comunque una sanzione ridotta.

L’importante è farlo prima che il Comune avvii le azioni di accertamento, perché in quel caso, il Comune provvederà a richiedere il pagamento dell’Imposta compresa la sanzione al 30%.

Ravvedimento operoso, le cifre

Dal 1° gennaio 2020 è stato deciso di fissare il tasso di interesse da applicare al ravvedimento pari allo 0,05% annuo. Usando il ravvedimento operoso sia le sanzioni che gli interessi vanno versati sommandoli all’imposta e quindi con lo stesso codice tributo.

Dal punto di vista tecnico esistono 4 tipi di ravvedimento, ognuno con sanzioni ed interessi differenti perché cambiano i periodi di tempo del pagamento.

Il  “ravvedimento veloce” detto anche sprint è quello che si utilizza quando il pagamento avviene entro 14 giorni dalla scadenza del balzello, cioè per la scadenza del 16 dicembre scorso, entro il 30 dicembre. All’importo dell’Imu in questo caso va aggiunta la sanzione dello 0,1% al giorno e gli interessi al tasso annuo di riferimento.

Per chi invece paga decorsi 15 giorni e fino al 30imo giorno dalla scadenza, cioè fino al 15 gennaio prossimo, all’importo dell’Imu oltre ai soliti interessi al tasso annuo di riferimento, occorre aggiungere la sanzione fissa del’1.5% e si parla di ravvedimento breve.

Per pagamenti successivi ed entro il 90esimo giorno dalla scadenza, cioè entro il 16 marzo 2021, si parla di ravvedimento medio, con sanzione pari all’1,67%.

Il ravvedimento lungo invece prevede il 3,75% di sanzione e va utilizzato per pagamenti successivi ai tre mesi dalla scadenza dell’Imu ed entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione.

Cosa fare per pagare l’Imu adesso che la rata è scaduta.

Per pagare l’Imu, con o senza ravvedimento operoso, bisogna compilare il modello F24. Il modello di pagamento, come accennato in precedenza, nel caso di pagamento ritardato con ravvedimento operoso deve contenere anche gli importi di sanzioni e interessi, ma aggiungendoli semplicemente all’imposta da versare.

Per la corretta compilazione del modello di pagamento F24 occorre inserire prima di tutto il codice catastale del comune in cui è sito l’immobile. Il codice catastale è lo stesso codice che compone la parte finale del nostro codice fiscale, cioè le penultime 4 cifre.

Per quanto riguarda i codici da inserire essi sono diversi in base alla tipologia di immobile. Infatti per la prima casa (in genere è esente, ma se per esempio casa di lusso occorre versare comunque l’Imu), il codice è il 3912. Stesso codice anche per le pertinenze dell’abitazione principale.  Per i terreni agricoli, anche in questo caso, per i terreni non esenti, il codice è il 3914, mentre per le aree fabbricabili occorre indicare il codice 3916. Infine, codice 3918, 3930 e 3925 rispettivamente per altri fabbricati, fabbricati ad uso produttivo incremento Comune e fabbricati ad uso produttivo normale.

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