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Imu 2020, saldo il 16 dicembre, aumenti e nuova rata a febbraio per il conguaglio

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Rottamazione IMU

Per l’IMU quest’anno non basta il saldo; in base alle decisioni dei comuni, infatti, potrebbe essere richiesto conguaglio a febbraio.

Non finirà il 16 dicembre la stagione 2020 per l’Imu che milioni di contribuenti devono pagare. L’Imposta Municipale Unica che grava sulle seconde case e su alcune prime case se considerate di lusso, viene pagata in due rate, una in acconto il 16 giugno ed una a saldo il 16 dicembre. Proprio la scadenza della rata in acconto è quella a cui saranno chiamati i contribuenti entro mercoledì prossimo, cioè il 16 dicembre prossimo. Le esenzioni dal pagamento di cui tanto si parla in questi giorni riguardano i pubblici esercizi che hanno subito le chiusure e le riduzioni di attività per via dell’emergenza Coronavirus. Le famiglie quindi non godranno di alcuna esenzione e probabilmente dovranno pagare anche dei rincari di imposta con una rata extra.

Imu 2020 senza fine, terza rata a febbraio, ecco per chi

L’Imu, insieme alla tassa sui rifiuti ed alla Tasi sono le tre imposte che formano la IUC, l’Imposta unica comunale. La Tasi però è stata abrogata, cancellata dal nostro ordinamento e confluita nella nuova Imu. Un passaggio fondamentale questo per spiegare ciò a cui andranno incontro con molta probabilità diversi contribuenti.

Sia l’Imu che la Tasi sono imposte e tributi che vanno a finire ai Comuni e la cancellazione della Tassa sui servizi indivisibili per forza di cose ha causato una riduzione di entrate per questi Enti locali. Il governo per questo ha dato facoltà ai Comuni di ritoccare le aliquote, evidentemente in aumento, per poter tamponare in parte, la falla causata dalla cancellazione della Tasi.

Ed è in questo frangente che l’emergenza Coronavirus provocherà lo slittamento del conguaglio che in genere si paga con il saldo di dicembre. Infatti il governo ha dato più tempo ai Comuni per inserire sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze il nuovo prospetto con le aliquote Imu applicate e con il correlato regolamento. La scadenza che in genere era fissata ad ottobre, è stata posticipata al 31 dicembre 2020 e per questo che le aliquote definitive, in molti Comuni saranno ufficializzate in data successiva alla scadenza del 16 giugno, quella del saldo, con la necessità per i cittadini di quei Comuni che non hanno ancora deliberato, di tornare alla cassa entro il 28 febbraio 2021.

Conguagli e aumenti per la terza rata dell’Imu 2020

Ricapitolando, il governo ha permesso ai Comuni di ritoccare in aumento le aliquote Imu per recuperare in parte ciò che si è perduto con l’abrogazione della Tasi stabilita con la legge di Bilancio entrata in vigore dal 1° gennaio 2020. Quest’anno per via dello slittamento delle date per adempiere all’obbligo di delibera per i Comuni, molti contribuenti saranno costretti a pagare usando le aliquote provvisorie, sia l’acconto già versato a giugno, che il saldo in scadenza a dicembre. Le aliquote definitive, a meno che non vengano modificate dal proprio Comune, saranno ufficializzate successivamente e serviranno per pagare il conguaglio entro il 28 febbraio prossimo.

Pertanto, in vista della scadenza del 16 dicembre i contribuenti dovranno pagare lo stesso importo di Imu pagato entro il 16 giugno con la rata in acconto. Una situazione provvisoria quindi, come stabilito dall’articolo n° 1 comma 762 della legge di Bilancio del 2020, il quale ha previsto che per il versamento dell’acconto 2020 di giugno andava versata la metà dell’imposta totale pagata per la stagione di imposta  2019 e così sarà anche per il saldo di dicembre, “tenuto conto della necessità di rivedere le aliquote della nuova imposta sugli immobili, vista anche l’unificazione con la Tasi”.

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