Impronte digitali, non se ne fa più nulla. Ministro Dadone: no atteggiamenti punitivi

di redazione
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Impronte digitali nella pubblica amministrazione: non se ne fa più nulla. Lo afferma la neo Ministra Dadone (M5S).

Legge su impronte digitali

La legge, volta ad introdurre il controllo delle presenze nella pubblica amministrazione (scuola compresa, ad esclusione dei docenti) tramite sistemi biometrici e sistemi di video sorveglianza, è stata già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, tuttavia mancano i decreti attuativi.

I succitati decreti, stando alle parole della Ministra, non saranno mai pubblicati.

La Dadone ritiene, come si legge nella sua pagina FB, che non servono atteggiamenti punitivi, perché nella pubblica amministrazione c’è chi lavora bene e molto e sono la maggioranza. Penso invece che sia molto meglio promuovere delle buone pratiche ed interventi mirati.

Il sistema delle impronte digitali, secondo la Dadone, come riferisce Il Fatto Quotidiano, “rappresenta un uso criminalizzante della tecnologia, che porta con sé un pregiudizio negativo verso i dipendenti pubblici. Con l’effetto di deprimere anche chi ogni mattina si reca sul posto di lavoro con energia ed entusiasmo”.

Si a digitalizzazione

La Dadone ha tenuto a sottolineare che proseguirà il processo di digitalizzazione della PA: “È una sfida fondamentale per gli uffici pubblici e per il Paese intero. Dall’altra parte, proprio le tecnologie ci offrono davvero la chance di passare, direi, dalla logica della sfiducia prevenuta a quella della fiducia avveduta nei confronti del pubblico impiego, dalla filosofia dell’adempimento a quella del risultato“.

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