Impronte digitali e sistemi biometrici solo per dirigenti scolastici, Udir: 17 mggio si sciopera

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Comunicato UDIR –  Il Disegno di legge Concretezza ha avuto parere favorevole dalla VII Commissione del Senato nelle osservazioni che è stata chiamata ad adottare: mantenuti i provvedimenti sulle impronte digitali, mentre vengono esclusi dalla misura docenti e Ata. Ora il provvedimento va in aula.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “siamo davvero delusi e consapevoli che non si abbia ben chiaro il ruolo del dirigente scolastico; in queste settimane abbiamo lottato con tutte le nostre forze affinché il buon senso alla fine prevalesse. Ma chi sta portando avanti questa disposizione ha idea di come si svolga il lavoro dei dirigenti scolastici, carichi di impegni e responsabilità, in giro per plessi, anche in reggenza, costretti a dover fare i conti pure coi problemi legati alla sicurezza? Non ci resta che far confermare la protesta, a cui invitiamo tutte le sigle della dirigenza all’adesione. Invitiamo dunque ufficialmente tutti i DS a scioperare con noi”.

Può capitare che un Paese perda di vista l’enorme lavoro svolto da chi è a capo delle sue scuole, tempio e palestra della formazione dei futuri cittadini, unitamente alle immani responsabilità che ricadono sulla sua persona, dato che ogni preside, quando la mattina apre le scuole, tra amministrativo, civile e penale, ha 105 capi d’imputazione? Purtroppo in Italia sta accadendo, attraverso l’introduzione di un provvedimento che sta letteralmente mortificando il loro ruolo. Udir si sta battendo per quest’area della dirigenza con l’invito alla presentazione di specifici emendamenti. Purtroppo anche le Commissioni referenti, dopo ampio dibattito, non hanno fatto niente.

Come riporta Orizzonte Scuola, si tratta di “impronte digitali o verifica dell’iride, al posto del cartellino, per accertare gli ingressi a lavoro. Nel testo per ora c’è solo il principio, la realizzazione del meccanismo è demandata a un successivo decreto”. Alcune categorie sono estromesse dalla misura, forze dell’ordine, magistratura, prefetti, ma “per la scuola vigeranno regole ad hoc”; infatti come si evince, “nessun controllo per i docenti, già sottoposti al registro elettronico, mentre per i presidi una qualche forma di vigilanza dovrà essere trovata”. Altresì, oltre alla verifica cosiddetta biometrica, in contemporanea e non in alternativa, il ddl prevede anche il ricorso alla video-sorveglianza. A quanto pare infatti “per dirigenti ed AFAM sarà un decreto ad hoc di MIUR e Funzione pubblica a decidere le modalità di verifica delle presenze”.

Anche l’Ansa sottolinea come “ci sarà battaglia in Aula. Anche perché il parere dato dalla commissione Cultura, pur se favorevole, pone un’osservazione sulla questione, invitando a valutare ‘l’opportunità’ di verifiche consone al lavoro svolto. Ma, da quel che trapela, non ci sarebbe l’intenzione di modificare ancora il provvedimento. D’altra parte lo stesso ministro della PA Giulia Bongiorno nei giorni scorsi aveva spiegato che sui controlli non ci sarebbe stato alcun arretramento”.

Il giovane sindacato ha più volte sottolineato come i sistemi di rilevazione automatica delle presenze del personale, che attraverso il decreto Concretezza il Governo vorrebbe approvare, con il beneplacito del Parlamento, contengano delle disposizioni eccessive, ridondanti e anti-europee. A pensarla così, il Servizio Studi dei due rami parlamentari, che nella stesura del Dossier specifico sugli “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”, il decreto n. 920-B, ha ricordato la posizione espressa sul tema dal ‘Garante per la protezione dei dati personali’, secondo il quale non è “conforme al canone di proporzionalità, come declinato dalla giurisprudenza europea, l’introduzione sistematica, generalizzata e indifferenziata per le pubbliche amministrazioni di sistemi di rilevazione delle presenze tramite identificazione biometrica”.

Il presidente Udir Pacifico afferma che come sindacato “non ci resta che far partire la protesta, che certamente toccherà il culmine nel giorno dello sciopero del 17 maggio, poiché reputiamo insoddisfacente la risposta della VII Commissione del Senato. Invitiamo dunque ufficialmente tutti i DS a scioperare con noi”.

Inoltre, il giovane sindacato farà richiesta di incontro a Governo e Miur. Udir dà, altresì, indicazioni precise ai dirigenti scolastici circa la partecipazione alla protesta: si ricorda che è necessario inviare all’USR la comunicazione di adesione allo sciopero individuando il sostituto e avvertendo le famiglie del possibile disagio.

Questo il parere della VII Commissione approvato mercoledì 8 maggio 2019:

La Commissione, esaminate le modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge in titolo,

rilevato che l’articolo 2, recante misure per contrastare l’assenteismo, prevede l’introduzione di sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro, e reca un principio generale sullo svolgimento della prestazione nella sede di lavoro da parte dei dirigenti delle amministrazioni pubbliche;

preso atto con favore che, nel corso dell’esame presso la Camera, si è disposto che il personale docente ed educativo è escluso dall’ambito di applicazione dell’articolo in esame, mentre i dirigenti scolastici sono soggetti ad accertamento solo ai fini della verifica dell’accesso, secondo modalità stabilite con apposito decreto emanato dal Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali;

condivisa la valutazione sottesa a tale modifica, che, da un lato, il fenomeno dell’assenteismo tra i docenti è poco diffuso stante la necessità di prevedere supplenze, e, dall’altro, i dirigenti scolastici sono spesso impegnati su più sedi e hanno contatti anche con altri soggetti esterni alla scuola;

considerato altresì che l’articolo 3, nei commi da 1 a 10, interviene in materia di facoltà assunzionali delle amministrazioni statali, di procedure per le assunzioni, di concorsi pubblici e di personale in disponibilità e di assunzioni delle categorie protette;

tenuto conto in particolare che, secondo il comma 1, a decorrere dal 2019, le suddette amministrazioni possono procedere ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale corrispondente a una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente e che resta ferma per il comparto della scuola e delle università l’applicazione delle norme di settore;

osservato comunque che, per il 2019, le università – come anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri, gli enti pubblici non economici e le Agenzie fiscali – non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 15 novembre 2019;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con la seguente osservazione:

in relazione all’articolo 2, si invita a valutare l’opportunità di prevedere che le modalità di verifica dell’accesso dei dirigenti scolastici siano correlate alla specifica tipologia della prestazione lavorativa.

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