Immobilizzati 107/15, Associazione Tutela Docenti: hanno aderito al piano assunzionale perché hanno creduto a Renzi

di redazione
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comunicato Associazione Movimento Tutela Docenti – In seguito agli ultimi messaggi inviati dai TG nazionali ed alla trasmissione su TV Luna del giorno 14/09/2017 per diritto di replica e dovere di informazione corretta è importante fare alcune precisazioni.

La questione dei docenti Immobilizzati del Sud va finalmente chiarita, poiché troviamo distorto il messaggio che sta passando attraverso i mass media ed i social. I docenti che sono partiti per aderire al Piano straordinario di assunzioni, previsto dalla legge 107/2015, sono partiti unicamente perché hanno creduto alle parole di chi ci governava nello specifico l’ex premier Matteo Renzi, quando asseriva che la supplentite sarebbe stata eliminata, che tutte le graduatorie sarebbero state assorbite e che chi non avesse appoggiato questa scelta, nel tempo non avrebbe lavorato e se ne sarebbe pentito.

Le docenti che erano presenti nelle graduatorie ad esaurimento hanno prodotto domanda di assunzione in fase B e C dopo tantissimi anni di precariato e di esperienza, impaurite dal blocco dei 36 mesi poiché temevano di non poter più lavorare. I docenti iscritti in graduatoria di merito da concorso del 2012 hanno prodotto domanda poiché era chiaro che con l’imminenza di un nuovo concorso le loro graduatorie sarebbero state soppresse.

Un discorso a parte è necessario farlo, per la c.d.c. della scuola dell’infanzia che non ha usufruito del potenziamento poiché nella legge 107/2015 è stabilito che l’avrebbe avuto con l’attuazione della delega 0-6, ma – ancora oggi – non è stata stabilizzata ed i docenti della scuola dell’infanzia si vedono scavalcati “magicamente” dalle migliaia di ricorrenti che vincono i ricorsi ed entrano in GAE per effetto di provvedimenti giuridici. In tal modo, invece che svuotarsi attraverso le assunzioni, le graduatorie sono stracolme di docenti che aspettano la stabilizzazione e vivono sperando di riuscire ad avere una supplenza. Il loro potenziamento è stato rimandato a dopo la decisione della Plenaria: se verrà stabilito il diritto dei diplomati magistrale ad entrare in graduatoria ad esaurimento, sarà necessario preoccuparsi anche della stabilizzazione di ulteriori migliaia di docenti che andranno a riempire ancor di più le GAE sia dell’infanzia che della primaria. Ulteriormente, per quanto riguarda la GM 2012 infanzia, si precisa che la loro assunzione, attraverso il DM 496/2016, fu predisposta poiché era stato già bandito il concorso del 2016, per effetto del quale le loro graduatorie, se non avessero partecipato al piano di assunzione nazionale, sarebbero state soppresse per effetto del nuovo concorso.

Premesso ciò, quale docente in attesa da anni di una stabilizzazione economica avrebbe rinunciato a produrre domanda? Come si poteva prevedere il grande disagio affettivo ed economico che stanno affrontando? Inoltre, come prevedere che i loro bambini avrebbero subito disagi psicologici così profondi dovuti all’allontanamento dei loro genitori? Come prevedere che per l’anno scolastico 2017/18 le assegnazioni provvisorie sarebbero state un numero enormemente insufficiente a coprire il fabbisogno delle richieste per effetto di tutti i ricorsi che il MIUR sta perdendo?

I posti per le assegnazioni provvisorie sono stati insufficienti in tutto il sud ed, in particolare, a Napoli, come evince dalla nota diramata dalla dr.ssa De Lise, Direttore del dipartimento territoriale di Napoli, sono stati pari a zero. Questo perché le docenti partite per effetto della legge 107/2015 stanno ottenendo ordinanze e sentenze in favore di un loro rientro in regione ed il MIUR utilizza i posti destinati alle assegnazioni provvisorie per ottemperare alle sentenze.

I giudici applicano le leggi e, se queste docenti vincono i ricorsi, il motivo è che non sarebbero dovuti partire.

Molto spesso i nostri governanti dicono che i posti sono al Nord ed i bambini non possono essere spostati al sud per farci lavorare a casa. Ma allora – ci chiediamo – come mai si continuano a bandire concorsi al sud? Come mai sono stati banditi concorsi nel 2016, nelle regioni meridionali, quando c’erano graduatorie ancora vigenti? Prendiamo, ad esempio la Campania: i vincitori del concorso 2016 della scuola primaria (circa 1600 docenti) e quelli della scuola dell’infanzia (circa 809) quali posti ricopriranno visto che posti nella nostra regione non ce ne sono?

Alla luce delle suindicate motivazioni e poiché non è stata prevista nessuna fase transitoria per le c.d.c. infanzia e primaria ci domandiamo perché il Governo non fa un comunicato ufficiale alle tante persone che si stanno già affannando a prepararsi per il concorso che sarà bandito nel 2018? Perché non informa con chiarezza che non ci sarà nessun concorso per infanzia e primaria almeno nelle regioni del sud? È illogico bandire concorsi con graduatorie ancora così colme di docenti che aspettano una legittima stabilizzazione. I concorsi si devono bandire sul fabbisogno territoriale, dove la graduatorie sono prive di docenti presenti e tenendo conto della popolazione scolastica.

Altro discorso a parte bisogna fare per le assegnazioni provvisorie in deroga sul sostegno, che devono e possono essere date ai docenti di ruolo che ne abbiano fatto richiesta, per permettere agli alunni di avere i docenti in sezione/classe sin dal primo giorno di scuola e consentire ai docenti di ruolo, che lavorano tutti i giorni con i bambini con disabilità, di avvicinarsi ai loro affetti. Il contratto sulle assegnazioni provvisorie, firmato con estrema “leggerezza” dai sindacati, prevede l’esclusione dei docenti di ruolo dall’attribuzione dei migliaia di posti in deroga sul sostegno per favorire docenti in seconda fascia d’istituto senza alcuna specializzazione né pratica didattica con i bimbi che hanno bisogno di una programmazione dedicata e di vivere un clima di benessere quotidiano. Se abbiamo a cuore il problema dell’inclusione scolastica dei bimbi con disabilità, si deve stabilire che essi debbano essere seguiti da docenti competenti, con il titolo di specializzazione sul sostegno o con docenti di ruolo che lavorano tutti i giorni con i bambini con disabilità (nella scuola dell’infanzia il massimo delle ore di sostegno date ai bambini con disabilità sono 25 e i bimbi frequentano la scuola per 40 ore le restanti non hanno il docente di sostegno al loro fianco, ma è il docente titolare della classe che si occupa della loro formazione) e che per tale motivo ne hanno le competenze didattico/pratiche adeguate. Sostenere l’inclusione prevede che le migliaia di cattedre in deroga sul sostegno siano trasformate da cattedre provvisorie (di fatto) in cattedre stabili (di diritto), poiché purtroppo, numeri alla mano, con i dati forniti dallo stesso MIUR, gli alunni disabili che frequentano le scuole italiane cresce di anno in anno.

In una trasmissione andata in onda ieri sera su una TV privata campana, TV Luna, si è parlato tanto di disabilità, di inclusione scolastica e di quali rimedi si possano fornire per rendere sereno il percorso scolastico di questi bimbi. La Regione Campania ed il Comune di Napoli si sono attivati in anticipo, prima dell’inizio dell’anno scolastico, per consentire trasporti adeguati ed altri servizi necessari. Nell’intervista, la dr.ssa Franzese, che non era in studio, ha dichiarato che 4000 mila docenti sono tornati in Campania attraverso le assegnazioni provvisorie. Smentiamo categoricamente tale dato. Forse la dr.ssa si è confusa con i dati dello scorso anno, quando le assegnazioni provvisorie in deroga sul sostegno furono concesse.

Oggi si è svolta una manifestazione dinanzi agli uffici dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania. Una delegazione di tre persone è stata ricevuta dalla dr.ssa Franzese la quale, alla domanda posta dai docenti del perché i posti in deroga sul sostegno non fossero stati assegnati ai docenti di ruolo, in modo da permettere un loro avvicinamento a casa, ha dichiarato che “si è deciso in tal senso per permettere ai docenti di seconda e terza fascia di fare ‘esperienza’ sui bambini con disabilità grave e che saranno supportate nel loro compito dalle docenti di ruolo”. Queste gravi affermazioni sono in netta contraddizione dalla scuola inclusiva che il Governo si impegna a garantire e dal concetto di inclusione che le famiglie si aspettano di veder concretizzato nelle aule dove ci si attiva tutti i giorni per offrire formazione e didattica.

Il MIUR Campania, nella persona della dr.ssa Franzese, dovrebbe attivarsi seriamente per consentire l’ingresso a scuola dei bambini con disabilità facendo presente alla ministra Fedeli la grave situazione di emergenza e disagio che stanno vivendo i bambini con disabilità campani. Tante cattedre restano vuote, negate ai docenti di ruolo per essere “conservate” ai supplenti non specializzati. Tale decisione lede il diritto degli alunni che hanno bisogno di particolari attenzioni, di avere una formazione ed un percorso adeguato e non certo improvvisato da docenti che non hanno la competenza e l’esperienza giusta per seguirli. Inoltre nonostante la delega sul sostegno blocchi il limite massimo di alunni per ogni classe in caso di alunno con disabilità grave a 20 bambini, tale norma non è osservata né si fanno controlli adeguati per farla rispettare. Lo sdoppiamento delle classi pollaio è necessario per favorire una buona pratica didattica e per permettere ai tanti docenti di lavorare con serenità.

Matteo Renzi e i rappresentanti delle istituzioni continuano ad affermare che hanno investito milioni di euro nella scuola e che tutti i lavoratori della scuola, i genitori, gli alunni non hanno capito la riforma epocale che si è messa in atto criticandola senza conoscerla ed analizzarla a fondo.

Secondo noi docenti, l’errore di fondo non è la comunicazione sbagliata, ma si è perso il contatto fisico ed emotivo con chi la scuola la vive tutti i giorni. Le problematiche non si risolvono affidandosi ai conteggi, ma le soluzioni possibili ai problemi si trovano vivendoli, entrando nelle classi tutti i giorni. Bisogna, come affermava il filosofo Dario Antiseri, “inciampare nel problema” non farselo raccontare.

Noi docenti crediamo che tutto ciò possa cambiare solo attraverso un “ascolto partecipato” e siamo disponibili ad ogni incontro/confronto, ma siamo stanchi di ascoltare interviste, leggere articoli di giornali dove si racconta una parte delle notizie e non la realtà che quotidianamente vivono i docenti. Abbiamo appoggiato il Governo e creduto nella “Buona Scuola” che non vogliamo abolire, ma aspiriamo a cambiare insieme. Anche i grandi capolavori sono perfettibili. I docenti del sud che sono partiti non vogliono rientrare attraverso ordinanze e sentenze che tolgono posti ai docenti precari, ma vogliono trovare insieme una soluzione fattibile per permettere il loro rientro: ci sono tante proposte che si potrebbero prendere in considerazione.

Il sistema scolastico vede coinvolti non solo i bambini ed i docenti, ma tutte le categorie, è da lì che bisogna ripartire. Il PD ha perso il referendum solo ed esclusivamente perché i docenti hanno, attraverso il voto, bocciato la “Buona Scuola” e gli stessi esponenti del PD lo hanno riconosciuto facendo saltare un’unica poltrona, cioè quella della ministra Giannini.

Le elezioni sono alle porte. In Sicilia si voterà a novembre per le regionali e ci tengo a ricordare che in ogni famiglia siciliana c’è almeno una docente partita per insegnare nelle regioni del centro/nord, poiché le immissioni in ruolo e le supplenze sono sempre state un numero esiguo. In primavera, poi, ci saranno le elezioni per il nuovo Governo e, mentre è giusto cambiare la legge elettorale, lo è ancor di più cercare insieme di cambiare qualcosa nella legge 107/2015, altrimenti il cavallo di battaglia delle opposizioni sarà quella di abolirla questa legge.

Ho costituito l’associazione Movimento Tutela Docenti, perché mi è stato chiesto dalle tante docenti che ascolto quotidianamente e che non si sentono più rappresentate dai sindacati. Chiedono di essere ascoltate. Chiedono qualcuno che dia voce alle loro richieste.

Vorrei lanciare un appello al mio partito, cioè al PD: non facciamo allontanare le persone dalla politica non ascoltando con attenzione il messaggio che stanno lanciando. Le persone se si sentono abbandonate cambiano strada inseguendo quella più comune dei continui ricorsi e delle parole illusorie dei partiti di opposizione.

Cominciamo un dialogo che possa continuare prima e dopo le elezioni per far sì che l’elettorato e chi la scuola la vive tutti i giorni si “innamori” ogni giorno di più della “Buona Scuola”.

Napoli, 15/09/2017
Presidente
Nunzia Cangiano

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