Immissioni in ruolo: sono 148mila ma gli IRC voglio anche l’assunzione dei 2778 docenti del concorso del 2004

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Con la presentazione del piano di assunzioni presente nel documento che illustra la scuola voluta dal governo Renzi, che prevede l’immissione in ruolo dei 148.100 docenti presenti nelle graduatorie ad esaurimento e di quelli presenti nelle graduatorie del concorso del 2012.

Con la presentazione del piano di assunzioni presente nel documento che illustra la scuola voluta dal governo Renzi, che prevede l’immissione in ruolo dei 148.100 docenti presenti nelle graduatorie ad esaurimento e di quelli presenti nelle graduatorie del concorso del 2012.

A questo piano si aggiunge anche la previsione di indire nuovi concorsi che portino all’assunzione di ulteriori 40mila insegnanti dal 2016 al 2019, per la copertura del turnover. La visione della scuola da parte del governo Renzi fa percepire una netta differenza con il passato, quando l’istruzione era vista come un capitolo di spesa qualsiasi; oggi, invece,  le politiche scolastiche assumo connotazioni che delineano l’importanza del settore del sapere, di vitale importanze per il futuro dell’Italia.

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Lo Snadir, Sindacato Nazionale Autonomo degli insegnanti di Religione, fa notare quanto nel piano di assunzioni sia importante tener presente anche la necessità di ripristinare i posti di ruolo per l’insegnamento della Religione Cattolica, previsti dalla legge 186/2003. Con tale legge è stata prevista l’entrata in ruolo, tramite concorso abilitativo (2004) di circa 15mila docenti di religione. Prima del concorso del 2004 tutti i docenti di religione venivano nominati previa segnalazione della curia diocesiana al dirigente scolastico che assumeva tramite un contratto annuale; al contrario dei docenti di altre materie, quelli di religione non avevano uno statuto giuridico di ruolo. Con la legge 186/2003 furono coperte il 70% delle ore di insegnamento facendo in modo che l’insegnante di religione fosse inserito nell’organico della scuola e non fosse più soggetto ad incarichi annuali e soltanto il 30% delle ore è lasciato a discrezione della curia diocesana che, però, si riserva anche l’autorità di revocare l’idoneità all’insegnamento degli insegnanti in presenza di gravi fatti (tra i quali anche la condotta morale).




A partire dal 1 settembre 2015, quindi, oltre ai 148.100 docenti delle altre discipline, dovranno essere considerati anche i 2778 docenti di religione cattolica presenti nelle graduatorie del concorso che si svolse nel 2004.“Altresì riteniamo corretto che i 2.372 posti vacanti per l’insegnamento della religione, derivanti dai pensionamenti registratisi dal 2008 ad oggi e da quelli che si realizzeranno nei prossimi tre anni debbano essere messi a disposizione del nuovo concorso.” Si può leggere sul sito dello Snadir, in un articolo di Orazio Ruscica. Bandire nuovi concorsi per il reclutamento di nuovi docenti azzerando tutte le graduatorie, compresa quella ad esaurimento, ma non utilizzare tale modalità anche per gli insegnanti di religione, sempre per lo Snadir, sarebbe una ingiustizia palese nei confronti di insegnanti qualificati.

“Pertanto, nessuna obiezione potrà essere sollevata per negare al docente di religione, che è un lavoratore della scuola al pari dei docenti di altre discipline,“un percorso professionale stabile e sereno” che metta fine alla propria condizione di precariato.” Si sottolinea sempre nello stesso articolo, volto ad ottenere una risposta sui temi contrattuali presenti nel documento del governo Renzi, con il desiderio di dare risposte legittime anche alle aspettative degli insegnanti di religione cattolica.

Patrizia Del Pidio

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