Immissioni in ruolo. In Sardegna docenti sardi e aumento cattedre, così si combatte l’emigrazione

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L'azione portata avanti dalla Regione Sardegna, spinta dai docenti precari che in questi giorni hanno manifestato il loro dissenso per le modalità di svolgimento del piano straordinario di assunzioni, ha portato i primi risultati.

L'azione portata avanti dalla Regione Sardegna, spinta dai docenti precari che in questi giorni hanno manifestato il loro dissenso per le modalità di svolgimento del piano straordinario di assunzioni, ha portato i primi risultati.

Il Presidente della Regione, Francesco Pigliaru e l'assessore della pubblica istruzione che ha inviato una lettera al Ministro, ha interloquito telefonicamente con il Ministro per affrontare il problema dell'emigrazione dei docenti dall'isola.

Il Presidente, in una nota, ha informato che con il Ministro si è discusso di misure per combattere i problemi derivanti dall'insularità a partire dalla qualità del servizio che si va ad erogare, con investimenti addizionali dove esistono i problemi più gravi, cioè alta dispersione e basso apprendimento.

No, quindi, ad un semplice calcolo ragioneristico. Il Presidente ha anche informato che dal Ministero sono giunte rassicurazioni, dato che i tre quarti delle 1039 cattedre disponibili e vacanti sul territorio regionale saranno coperti da insegnanti sardi.

Il resto delle eventuali migrazioni saranno mitigate con l'assegnazione delle supplenze entro l'8 di settembre, in modo da consentire un altro anno ai precari per potersi organizzare o partecipare al piano di mobilità. 

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