Immissioni in ruolo. Quer pasticciaccio brutto degli organici di sostegno …

di redazione
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Gruppo Facebook e Associazione Docenti per l’Integrazione Scolastica – Bari – La premessa è che per le assunzioni a tempo indeterminato nella scuola non è necessaria né una legge né un decreto legge. La legge c'è già, è quella che prevede il c.d. doppio canale per le assunzioni, 50% da concorso e 50% da Gae.

Gruppo Facebook e Associazione Docenti per l’Integrazione Scolastica – Bari – La premessa è che per le assunzioni a tempo indeterminato nella scuola non è necessaria né una legge né un decreto legge. La legge c'è già, è quella che prevede il c.d. doppio canale per le assunzioni, 50% da concorso e 50% da Gae.

I posti ci sono, gli insegnanti da assumere pure, i soldi anche (con l'ultima legge finanziaria è stato stanziato un miliardo di Euro per il 2015 e 3 miliardi di euro per il 2016).
Eppure il DDL in cantiere rischia di estromettere definitivamente dalla scuola migliaia di docenti precari. Tra questi coloro che, inseriti nelle gae e pluriabilitati attraverso percorsi aventi valore concorsuale, da decenni lavorano nell’ambito delle attività di sostegno.

Il DDl Buona Scuola non consentirà la stabilizzazione di circa 30.000 supplenti annuali del sostegno.
Infatti Il DDl, com'è noto, autorizza l'assunzione solo sui posti vacanti e disponibili dell'organico dell'autonomia.

Il sostegno entra a far parte dell'organico dell'autonomia nei limiti del contingente stabilito dalla L. 128 del 2013 (cd. decreto Carrozza) e cioè in 90.032 cattedre a livello nazionale. La stessa legge prevede un'ultima tranche di  8.995 cattedre da stabilizzare in modo da conseguire il contingente di 90.032 cattedre affidate a docenti di  ruolo.
Ma il numero di 90.000 cattedre fa riferimento ad un fabbisogno datato 2006, quando il numero degli alunni diversamente abili che frequentavano le scuole italiane era di ca 180.000. Ma già nel 2013/2014 lo stesso Ministero indicava in 110.000 ca i docenti di sostegno impegnati nelle attività didattiche speciali per gli alunni disabili, mentre oggi sono circa 120.000 i docenti di sostegno per una popolazione di ca 240.000 alunni disabili.

L'attività di integrazione scolastica in Italia viene assicurata, quindi, da ca 81.000 docenti di ruolo e da ca 39.000 docenti precari annuali; se il DDL resta nell'attuale formulazione verranno stabilizzati solo 9.000 precari su 39.000 ca, cioè 1 ogni 4 a livello nazionale.

Conseguentemente 30.000 precari annuali con la chiusura delle graduatorie dovranno fare il concorso, mentre il Ministero dovrà ricorrere alle supplenze annuali. Ma da quali graduatorie? E con quali fondi? E quale continuità didattica verrà assicurata agli alunni disabili? Nell’organico dell’autonomia si deve prevedere un incremento dell’organico di sostegno di almeno 39.000 ulteriori cattedre a livello nazionale per garantire il pieno diritto all’integrazione di tutti gli alunni disabili e la stabilizzazione dei docenti precari che li seguono nel fondamentale percorso d’integrazione e di crescita scolastica, nessuno escluso!

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