Immissioni in ruolo. Precari Scuola Palermo: chiarire se esisteranno le code nel meccanismo di assunzione

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Maria Pia Labita – La Regione Sicilia risulta essere una delle regioni maggiormente colpite dalla dispersione scolastica e dall’insufficiente risposta ai bisogni delle famiglie su tutto il territorio con particolare riferimento all’ordine di scuola di base rappresentato dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria (ex scuola di eccellenza )

È risaputo quanto sia diffusa la mafiosità su tutto il territorio siciliano.

Maria Pia Labita – La Regione Sicilia risulta essere una delle regioni maggiormente colpite dalla dispersione scolastica e dall’insufficiente risposta ai bisogni delle famiglie su tutto il territorio con particolare riferimento all’ordine di scuola di base rappresentato dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria (ex scuola di eccellenza )

È risaputo quanto sia diffusa la mafiosità su tutto il territorio siciliano.

Nelle scuole tale mafiosità si è espressa con sempre più frequenti episodi di bullismo tra pari ma non solo, anche verso quei docenti che lavorano, esponendosi, presso quelle Istituzioni scolastiche definite a rischio, dove la scuola e i docenti sono visti come coloro che bisogna contrastare in quanto paladini della Legalità.

Nel processo di acquisizione della necessità di darsi delle regole precise per il bene comune la Scuola statale di base, secondo le nuove indicazioni riveste un ruolo fondamentale per preparare il fertile terreno sul quale seminare valori di onestà, senso del dovere, comprensione dei diritti che fanno di noi tutti dei buoni cittadini orientati al bene comune, alla solidarietà, alla pace e all’integrazione di coloro che sfortunatamente hanno dovuto subire la crudeltà della violenza, della persecuzione e della guerra.

Il territorio siciliano purtroppo risente profondamente di una sottocultura di illegalità: lavoro nero e,di conseguenza, “auto esenzione” dal pagamento delle tasse che, invece, bisogna vedere come una risorsa per l’incremento di servizi di primaria necessità e per mantenere elevati i servizi sociali e quindi lo stato sociale: sanità, servizi per la disabilità, mense per le scuole, maggior cura dell’edilizia scolastica, istituzione di un maggior numero di sezioni di scuola per l’infanzia statale, comunale e regionale; asili nido e servizi per la prima infanzia.

Il cambio di guardia alla Presidenza della Regione aveva dato nuova vitalità, nuova speranza a tutti coloro che nei lunghi anni del governo Lombardo e dei governi precedenti avevano trovato solamente, in risposta alla loro giuste richieste, un muro di gomma sul quale cozzare senza risultati.

Nel ricordare al Presidente Rosario Crocetta il Programma Politico da LUI avanzato per la Scuola Statale siciliana, i precari della scuola avanzano le seguenti proposte, anche per contrastare l’INGIUSTA emigrazione FORZATA che il Piano Straordinario verrà a determinare sconvolgendo le famiglie e negando la continuità alle scuola.

Qualità della Scuola Statale:

  1. Tempo scuola: è necessario che la Regione riveda le proprie posizioni sul tempo scuola poiché non può esserci qualità senza un tempo adeguato in cui, con i giusti tempi distesi, si possa stabilire quel rapporto Docenti/Alunni che empaticamente si arricchiscono vicendevolmente per il raggiungimento dell’obiettivo primario dell’Istituzione scolastica: ”La formazione del cittadino” tanto auspicata dal DDL Buona Scuola che prevede l’organico di potenziamento con un incremento di un numero di docenti pari a circa 6/10 docenti per scuola.

Formare il cittadino significa educare al rispetto del prossimo, del territorio e dei servizi che esso offre attraverso la restituzione in servizi delle tasse che vengono pagate da tutti.

  1. Che modello di scuola?

Esso deve rispondere ai bisogni delle famiglie, soprattutto nell’ordine di scuola di base, poiché raccoglie i piccoli che non sono indipendenti nelle loro azioni e necessitano di adulti che si occupino di accompagnarli in orario al mattino e di prenderli in uscita.

Ormai è divenuta missione quasi impossibile adeguare i propri orari di lavoro a quelli delle scuole statali dove non è previsto il servizio di accoglienza con personale statale, sempre più inadeguato per i tagli indiscriminati all’organico, un servizio che dovrebbe essere erogato dai comuni che, per i continui tagli di trasferimenti, non lo erogano o lo erogano in modo discontinuo, utilizzando spesso peraltro personale che non è adeguatamente preparato dal punto di vista pedagogico/didattico ma fa un servizio puramente di sorveglianza senza alcun fine educativo

Occorrerebbe prevedere anche un servizio di Pedibus, come esiste in diverse città e che in Sicilia viene attuato da alcune scuole private e proposto ad oggi solamente dal Comune di Messina. Incentivando così il diritto dei bambini a muoversi autonomamente nel proprio ambiente e per i propri spostamenti quotidiani e risvegliando la voglia di camminare per un salutare esercizio psico-fisico e sensibilizzando le famiglie e la cittadinanza verso i temi della Mobilità Sostenibile, Salute ed Ambiente mediante l’esperienza concreta fatta dagli alunni delle scuole.

  1. Alunni diversamente abili.

In altri paesi i docenti di sostegno sono a carico dell’ASL, i loro stipendi quindi non sono conteggiati nel bilancio del MIUR; da noi, per un sistema di integrazione di qualità, si è scelto di inserirli nelle scuole superando la ghettizzazione delle scuole speciali. Tale scelta però si scontra con i piani di tagli del MEF e attualmente i docenti di sostegno vengono assegnati per un numero di ore insufficiente a ricoprire tutte le ore che gli alunni passano a scuola!

Sembrerebbe quindi che in virtù della disabilità si abbia meno diritto rispetto agli alunni normodotati di essere seguiti per il raggiungimento di adeguati livelli di preparazione.

Molto strano in una società dove a parole si presta tanta attenzione al Diritto allo Studio mentre poi, di fatto, esso si nega per ragioni di risparmio.

Per non parlare del riconoscimento alla disabilità…

Come se fosse giusto che in presenza di alunni ipovedenti con comma per la gravità riconosciuto, ci si debba veder negato il docente di sostegno perché l’alunno ha un buon quoziente intellettivo.

Come dire per la strada ad un cieco….”Siccome sei intelligente cavatela da solo!”

Una vera vergogna statale…..e sanitaria ……sempre per ragioni di risparmio ovviamente!

  1. Classi Prime.

le classi prime della scuola primaria sono quelle che presentano la maggiore complessità.

Tali problematiche spesso nascono dalla mancata frequenza degli alunni della scuola per l’infanzia che qui al sud e in Sicilia è un ordine di scuola totalmente insufficiente al numero dei bambini presenti nelle graduatorie. Le famiglie, se possono permetterselo, ormai si rivolgono al privato dove frequentemente gli alunni vengono accolti e “parcheggiati” con scarsa attenzione alle ragioni educative “attenuate” per ragioni di profitto.

Si è riscontrato ed è evidente e inevitabile che gli alunni che non hanno frequentato la scuola dell’infanzia molto spesso non hanno i prerequisiti e non hanno maturato quella esperienza educativa che gli consente di giungere alla frequenza della prima classe di scuola primaria con quel bagaglio formativo adeguato ad affrontare, sul piano della scolarizzazione, il nuovo mondo della scuola di base!

Spesso la fase iniziale tiene impegnati i docenti sull’accettazione dell’alunno del distacco dalla madre, cosa che chiaramente incide sul processo di apprendimento e sul regolare svolgimento delle attività . Peraltro le classi prime sono quelle in cui si pone maggiore attenzione per individuare lo svantaggio e monitorare situazioni di disagio o di carenze socio-affettivo-relazionali che, talvolta palesano una disabilità non rilevata.

Per le CLASSI PRIME, infatti, dovrebbe essere prevista la reintroduzione di compresenze sull’esempio dell’organizzazione modulare per rendere veloce e anche tempestivo l’intervento educativo/didattico volto a evidenziare situazioni e risolverne velocemente altre.

5) Mense e Tempo Pieno.

Uno dei motivi per cui non è attecchito il tempo pieno e prolungato qui in Sicilia è la mancanza di un servizio adeguato di mensa e l’inadeguatezza dei locali scolastici, soprattutto nelle grandi città dove sarebbe più necessario. In contesti di disagio peraltro la scuola è l’unica agenzia educativa in territori dove, fuori dalla scuola, i minori hanno solo la strada con tutti i suoi pericoli fisici e morali.

Va da sé la domanda:”Perché non è la Scuola statale a rispondere a tutti questi bisogni?”

Non ci dimentichiamo che negli anni 70 venne ampliato il tempo scuola proprio per rispondere alle richieste delle famiglie.

A nostro avviso ogni scuola dovrebbe prevedere una diversificazione delle offerte.

Bisogna che vengano autorizzate classi a tempo pieno e a tempo ridotto in una fase transitoria chiaramente per attendere che le famiglie comprendano gradualmente che solamente un Tempo scuola maggiore può garantire ai loro figli la competitività nel mondo del lavoro. Più ore di scuola significano una più grande gamma di esperienza formativa …. come succede in tutti gli altri paesi dove le scuole sono l’eccellenza.

Un alunno nella scuola a tempo pieno (40 ore) frequenta, nella sola scuola primaria, 2 anni di più di chi frequenta solo per 27 ore marcando ulteriormente il divario nord/sud.

Le risorse, sempre le risorse, il tasto dolente che ha impedito fino ad oggi che la regione siciliana, anche per le prerogative dello Statuto Speciale, si facesse portatrice di quella ventata di rinnovamento delle scuole siciliane e di un arricchimento dell’offerta formativa.

Qui passiamo la mano alle OO.SS. che hanno le competenze specifiche per discutere di ciò.

6)Educazione degli adulti

Sembra che finalmente stia andando avanti il riordino dei CPIA, educazione permanente degli adulti.

La crescente domanda di alfabetizzazione anche degli stranieri, che sempre più numerosi troviamo nella nostra società, necessita di corsi serali che siano facilmente frequentati dai lavoratori stranieri ma non solo.

7) Educazione nelle scuole carcerarie

La scuola carceraria merita un discorso a parte.

Essa ha risentito dei tagli operati in questi ultimi anni mentre, invece, avrebbe necessitato di un incremento laddove la scuola è, non solo l’unico momento di contatto con l’esterno per tanti detenuti ma, soprattutto, rappresenta l’unica possibilità di riscatto verso un futuro diverso, di legalità, rispetto delle regole, comprensione di far parte di una società che non si dimentica dei reclusi, di coloro che hanno sbagliato e che devono prendere coscienza dei propri errori. I tagli alla scuola carceraria evidenziano una pericolosa “cultura dello scarto” che ritiene di escludere e mettere ai margini qualsiasi disagio senza comprendere che l’esclusione determina una società malata e violenta dove l’altro e, soprattutto, il diverso diventano nemici da escludere.

8) Precari della scuola statale che hanno presentato domanda per il Piano Straordinario

Docenti che ogni anno vengono puntualmente assunti con incarichi a tempo determinato sul proprio territorio e che hanno contribuito al buon funzionamento della scuola.

Spesso svolgono il proprio lavoro su dei posti vacanti (al sud principalmente si tratta di docenti di sostegno)

Altri svolgono il proprio servizio in classi di “fatto”…..

Eppure con le regole del Piano Straordinario persone di 40/50/60 anni si vedranno sbalzati nelle scuole settentrionali dove si trovano attualmente altri colleghi di ruolo che sono andati al nord col presupposto di ritornare visto che in GAE al sud non si scorreva per mancanza di posti.

Ed ecco una girandola Nord/Sud/Nord che non fa bene né ai docenti di ruolo che già si trovano al nord, né a quelli tra non molto ASSUNTI che si vedranno costretti a buttare all’aria la propria vita pur avendo scelto di lavorare PER SEMPRE sul proprio territorio se pur da precari. Infine questo girotondo giova poco agli alunni sicuramente!

E poi ci sono i colleghi che NON hanno voluto intraprendere questo viaggio al buio del Piano Straordinario FACOLTATIVO sì ma con scelta obbligata visto che parecchi sono coloro che in esso, avendo bassissimi punteggi, hanno GIUSTAMENTE intravisto una opportunità lavorativa pur non avendo quasi mai lavorato stabilmente nelle scuole statali o, addrittura, non avendo mai lavorato a scuola.

Questo governo, sordo a ogni confronto e arrogante fino a porre la fiducia su un provvedimento di importanza sociale estremamente rilevante, in un colpo solo ha scontentato tutti…….

Quel che NON si comprende è il perché di un matrimonio con una idea tanto sui generis.

A chi giova quindi l’assunzione in tal modo?

E poi ancora il mistero e l’ambiguità della faq 22

Le dichiarazioni di Davide Faraone per le quali si intravedono graduatorie nazionali con CODE (film già visto, ahinoi, e sonoramente bocciato dalla Corte Costituzionale!)

Chiediamo pertanto alla Regione Sicilia di costituirsi in difesa delle persone che hanno cresciuto generazioni di alunni siciliani per chiedere al governo centrale, viste le peculiarità della Sicilia in quanto isola e in quanto regione Autonoma, di arginare l’emigrazione dei neoassunti e agevolare contestualmente coloro che si trovano di ruolo al nord con la richiesta dell’ampliamento del TEMPO SCUOLA in tutti gli ordini di scuola dalla primaria alla secondaria di primo e secondo grado.

I tagli della riforma Gelmini sono già stati giudicati illegittimi, RESTITUIRE alla scuola tutta le ore tagliate è il passo dovuto alle giovani generazioni della Sicilia, del Meridione, dell’Italia intera.

Solo così si potrà eliminare il gap tra scuole del sud e scuole del nord e al contempo creare spazi di lavoro per tutti gli operatori della scuola dal personale ata ai docenti “emigranti per forza”, a quelli “immobilizzati, fermo restando che nella scuola di base, il modulo organizzativo modulare aveva consentito che la scuola elementare ora primaria, diventasse l’eccellenza nel mondo.

Chiediamo alla Regione siciliana

visto il Comma 95 che prevede quanto emerso sull’articolo di Reginaldo Palermo e relativo alla Sardegna ma estendibile alla Sicilia….

il comma 95 della legge 107 contiene, forse, una soluzione almeno parziale al problema dell' "esodo" dei precari che sta emergendo in questi giorni.

I posti disponibili  si conosceranno successivamente e cioè quando l'ufficio scolastico regionale li avrà definiti, secondo una procedura che è precisata proprio nel comma 95:  "Alla  ripartizione dei posti di  cui  alla  Tabella  1  [si tratta dei posti dell'organico potenziato] tra  le  classi  di concorso si provvede con decreto del dirigente  preposto  all'ufficio scolastico  regionale,  sulla  base  del  fabbisogno  espresso  dalle istituzioni  scolastiche  medesime,  ricondotto  nel   limite   delle graduatorie di cui al comma  96 [si tratta appunto delle GAE e delle graduatorie di concorso]"
La clausola richiamata dal comma 95 appare decisiva perché si parla del fabbisogno delle scuole che deve però essere ricondotto nel limite delle graduatorie, ovvero deve essere compatibile con la consistenza delle graduatorie stesse.

di farsi portavoce

presso l’USR Sicilia affinché i posti di Potenziamento possano essere richiesti in numero maggiore per le specificità delle scuole a rischio e delle scuole delle piccole isole poco raggiungibili per assenza di vie di comunicazione veloci.

In questo modo si perverrebbe a due importanti risultati: migliorare la qualità della scuola e creare posti di lavoro stabile sul proprio territorio con crescita di fiducia nelle Istituzioni e miglioramento del clima sociale, in una parola si restituirebbe la speranza di un futuro

migliore, motore della crescita di qualunque società civile.

Chiediamo infine alle OO.SS. e alla dott.ssa Maria Luisa Altomonte, direttore generale dell’USR Sicilia, di farsi portavoce presso gli organi competenti e di voler sposare la situazione dei precari Fase C chiarendo in via definitiva SE si formeranno le code nelle altre 99 province rispetto alla PRIMA provincia indicata nel modello di domanda. Il MIUR scriva una risposta chiara e in corretto italiano cancellando le varie “elucubrazioni” apparse su FB o Twitter segno di scarsa serietà e di mancanza di rispetto per le storie personali che la riforma va a toccare e stravolgere.

Di farsi garanti di TRASPARENZA con la richiesta di pubbliche graduatorie nazionali

Di voler chiarire, rispetto alla sanzione per effetto della rinuncia al ruolo nella provincia NON indicata per PRIMA quindi dalla seconda in poi., SE la dicitura “ESPUNTI da tutte le graduatorie in cui si è inclusi, si riferisca alle eventuali graduatorie nazionali o anche alle GAE provinciali che funzionano con altre regole.

Il Governo, dopo l’arroganza, esprima con la dovuta chiarezza che futuro ha scelto per ciascuna e ciascuno di noi.

coordinamento precari scuola della provincia di Palermo.

Riferimento per eventuali comunicazioni e mail

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