Immissioni in ruolo 2015. Il numero esatto per ogni provincia/classe di concorso solo dopo i trasferimenti dei docenti di ruolo

Di Lalla
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Le procedure di immissione in ruolo di nuovi insegnanti e quelle di trasferimento quest'anno si intersecano e sono correlate molto più che nei precedenti anni, in ragione dei numeri di cui si parla.

Le procedure di immissione in ruolo di nuovi insegnanti e quelle di trasferimento quest'anno si intersecano e sono correlate molto più che nei precedenti anni, in ragione dei numeri di cui si parla.

La presentazione del decreto, martedì prossimo in Consiglio dei Ministri, ci dirà con esattezza chi salirà in cattedra con un contratto a tempo indeterminato dal 1° settembre 2015? No, detterà solo numeri e criteri. Tanto, ma non ancora tutto.

Le procedure di mobilità dei docenti di ruolo (trasferimenti provinciali/interprovinciali, passaggi di cattedra e/o di ruolo) sono disposte in due fasi: presentazione della domanda tra il 26 febbraio e il 16 marzo 2015, pubblicazione dei movimenti assegnati tra aprile (scuola di infanzia), maggio (scuola primaria e secondaria I grado) e giugno (scuola secondaria II grado). Le date nel dettaglio

Operazioni anticipate dunque, tra le proteste dei sindacati che chiedono una proroga dei tempi per la compilazione delle domande, per poter avviare il piano straordinario di immissioni in ruolo.

E mentre cresce l'ansia dei docenti di ruolo in procinto di chiedere un trasferimento interprovinciale (possibilmente dopo aver superato il vincolo triennale che obbliga alla permanenza nella provincia di immissione in ruolo), a questa si somma quella dei colleghi precari in attesa di comprendere il numero fatidico dei posti messi a disposizioni per le immissioni in ruolo 2015 (si passa da un massimo di 150mila a un minimo di 125mila).

Un numero che sarà presentato martedì 3 marzo in Consiglio dei Ministri e che si concretizzerà attraverso i criteri che saranno indicati nell'apposito decreto.

Ma per poter conoscere con esattezza quanti saranno i nuovi docenti da assumere in ogni provincia, bisognerà attendere – come ogni anno d'altronde – i risultati dei movimenti dei docenti di ruolo.

Quanti docenti chiederanno il passaggio di ruolo dall'infanzia/primaria alla secondaria? (i numeri del 2014) E quanti il passaggio di cattedra da una classe di concorso all'altra? (i dati del 2014)

E ancora, può essere utile una analisi dei flussi dei movimenti interprovinciali   Docenti che tornano dal Nord: Napoli in testa, poi Cosenza. 

Ma le immissioni in ruolo avranno anche  due novità significative. Per una di queste, dobbiamo ancora comprendere la reale entità di beneficio per le scuole, ossia "assumere laddove c'è la necessità e l'esigenza", questo presuppone una mobilità geografica i cui termini non sono stati ancora chiariti (ricordate il famoso censimento mai realizzato?)

L'altra è l'organico funzionale, il cuore pulsante della riforma, che al momento però si alimenta solo di spot e di annunci e non ha concretezza. I docenti di ruolo chiamati a presentare la domanda di mobilità non possono contare su questo organico aggiuntivo (nel contratto sì, c'è una vaga formula di riapertura in caso di novità…), invece sarà a disposizione verosimilmente per utilizzazioni/assegnazioni provvisorie, nonchè per le immissioni in ruolo.

Come sarà determinato l'organico funzionale? Le ultime anticipazioni giornalistiche parlano di reti di scuole soltanto per le secondarie di II grado, mentre per primaria e secondaria di I grado i docenti sarebbero affidati all'istituto comprensivo. Quanti ne occorreranno? 5 insegnanti in più a scuola per infanzia e primaria, e 2 per le secondarie. Di cosa si occuperanno? Organico funzionale. Docenti si occuperanno di CLIL, sostegno, supplenze e terranno scuole aperte pomeriggio

Dunque, sarà necessario conoscere l'intero organico per poter capire quanti nuovi docenti assegnare alla singola provincia, per quale classe di concorso, nel rispetto dei criteri che saranno indicati nel decreto. Una operazione non semplice.

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