Immissioni in ruolo. Gli insegnanti sardi contro la presa di servizio fuori dall’isola: “Firma che ci costa 350 euro di viaggio”

di redazione
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Il Comitato delle Valigie del 10 agosto, il gruppo di insegnanti che l'anno scorso è sceso in piazza contro i trasferimenti lontano da casa, è tornato a protestare per la presa di servizio del 1 luglio da effettuare presso le sedi scelti per il ruolo, dopo il differimento a settembre.

Il Comitato delle Valigie del 10 agosto, il gruppo di insegnanti che l'anno scorso è sceso in piazza contro i trasferimenti lontano da casa, è tornato a protestare per la presa di servizio del 1 luglio da effettuare presso le sedi scelti per il ruolo, dopo il differimento a settembre.
Il viaggio – questa volta di uno-due giorni – è necessario per poter firmare i documenti di presa di servizio nella sede assegnata, ma poi mai raggiunta grazie al differimento. 
Il discorso vale per una trentina di docenti.

"Obbligatoriamente – denuncia Bianca Locci del Comitato – bisogna recarsi il primo luglio di persona nella sede
provvisoria assegnata dal tristemente famoso algoritmo che l'estate scorsa ė stato l'incubo di migliaia di docenti in tutta Italia. Oggi nell'area della tecnologia digitale, delle Pec, della firma digitale etc. si costringono migliaia di persone a sostenere spese extra per apporre una firma sul contratto di assunzione in ruolo in una sede provvisoria, poiché con la mobilità si dovrà ancora una volta sperare nella buona sorte dell'algoritmo del cervellone elettronico del Miur".
   
"La Sardegna – chiosa Bianca Locci – è ancora un'isola e poiché il famoso artista bulgaro Christo non ha nessuna intenzione di collegarla con il continente, i disagi, specie in questo periodo estivo sono molteplici per trovare i voli, i collegamenti, le coincidenze, un alloggio etc. Insomma, tra volo, treno, bus, hotel e vitto ogni docente sardo dovrà buttare in mare in media circa 350 euro. Tutto ciò per una firma su un contratto che darà uno stipendio di circa 1.250 euro". 

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