Immissioni in ruolo fase transitoria. Ghizzoni: come funzioneranno, tempi necessariamente lunghi

di redazione
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Il nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento per gli insegnanti della scuola secondaria è stato presentato dall’On. Ghizzoni tramite le pagine di Italia e pubblicato sulla sua pagina personale.

Stop a defatiganti precariati. Per accedere alla professione di insegnante di scuola secondaria ci sarà un concorso per accertare le competenze disciplinari e poi, solo per i vincitori, un percorso triennale retribuito di formazione, tirocinio e inserimento progressivo nella professione fino all’assunzione a tempo indeterminato.

La fase transitoria – spiega l’On. Ghizzoni, riguarda quattro categrorie di docenti.

1) I docenti delle Graduatorie ad esaurimento

2) i docenti del concorso 2016. In primis i vincitori e, a seconda della disponibilità anche gli idonei

3) docenti abilitati, che confluiranno in una graduatoria regionale di merito (Gmr)

4) docenti con 3 anni di servizio, per i quali sarà strutturato un concorso biennale per l’inserimento in un percorso di formazione e accesso al ruolo

Le immissioni in ruolo

GaE: è destinato il 50% dei posti vacanti e disponibili. I posti residui delle Gae vuote andranno a disposizione, progressivamente, delle altre categorie.

Ruoli da al 2017/18 al 2020/21, al netto dei posti utilizzati per le Gae.

Per i primi due anni andranno tutti alle Gm (ove fossero già esaurite, si attingerà dalle nuove Gmr).

Nei successivi due (fatto salvo lo scorrimento di eventuali Gm ancora vigenti), tutti i posti del 2019/20 e l’80% di quelli del 2020/21 saranno riservati alle Gmr.

Infine il 20% dei posti del 2020/21, più quelli eventualmente residuati dalle Gmr, saranno riservati ai supplenti non abilitati, secondo la graduatoria del loro concorso riservato (il primo sarà bandito nel 2018).

I posti vacanti e disponibili del 2021/22, al netto di quelli eventualmente riservati alle Gae, saranno riservati per un massimo dell’80% alle Gmr degli abilitati.

Il 60% dei posti restanti (quindi al minimo il 12% dei posti iniziali) sarà riservato ai supplenti non abilitati, mentre l’altro 40% (quindi al minimo l’8% dei posti iniziali) sarà assegnato ai nuovi entranti sulla base del primo concorso che sarà anch’esso bandito nel 2018, in modo che i vincitori possano occupare i posti a loro destinati a partire dal 2021/22, dopo il triennio di formazione e tirocinio.

Queste percentuali saranno via via modificate per i posti disponibili dal 2022/23 in poi.

La quota per gli abilitati scenderà dall’80% sino al 20%, che diventerà una percentuale fittizia appena la categoria sarà esaurita. La quota per i supplenti non abilitati scenderà anch’essa dal 60 al 20% a regime. In corrispondenza salirà la quota restante da assegnare interamente ai nuovi entranti.

I tempi

L’On. Ghizzoni ammette che la transizione è necessariamente lunga, ma ” in grado di garantire ai giovani spazi sicuri e crescenti”.

Concorso 2018 una tantum per docenti abilitati secondaria, ma assunzioni solo quando ci saranno i posti. Graduatorie vuote, forse, in dieci anni

Assunzioni, come avverrà per docenti GaE, GI, GM 2016 e docenti con 36 mesi servizio? Le nostre FaQ

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