Immissioni in ruolo: fase C non è beffa, ma opportunità per le scuole

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Si parla di "insegnanti assunti per caso", di "professori che non servono alle scuole", di "asssunzioni a caso". In realtà la diversa è ben altra.

Si parla di "insegnanti assunti per caso", di "professori che non servono alle scuole", di "asssunzioni a caso". In realtà la diversa è ben altra.

Il Ministero si prepara ad una imponente fase di immissioni in ruolo, quella cosiddetta C, con la quale chiude il piano straordinario di immissioni in ruolo.

Sono a disposizione 55.258 posti, di cui 48.812 posti comuni e 6.446 di sostegno. La ripartizione dei posti per regione e classe di concorso è già stata disposta Dati ufficiali ripartizione posti di potenziamento. Nelle prossime settimane spetterà agli Uffici Scolastici distribuire i posti alle scuole e ultimata questa operazione, si potrà procedere alle proposte di nomina.

E' vero, molti docenti non assumeranno concretamente servizio alla fine della fase, avvalendosi del comma 99 della legge 107/2015, che permette a chi è in servizio su supplenza diversa da supplenza breve e saltuaria, di rinviare la presa di servizio al termine del contratto di supplenza.

Questo non vuol dire che il piano sarà un fallimento. Innanzitutto le scuole avranno la possibilità di sperimentare cosa vuol dire lavorare con "organico potenziato", soprattutto in vista del fatto che entro il 15 gennaio 2016 bisognerà stilare il PTOF, la nuova carta di identità della scuola, e il potenziamento, ne siamo sicuri, sarà il jolly che farà la differenza nelle proposte di orientamento che da qui a qualche settimana verranno proposte alle famiglie.

Arriveranno nelle scuole docenti diversi da quelli richiesti? Può essere vero solo in parte? La circolare ministeriale del 21 settembre 2015 chiedeva infatti di indicare semplicemente l'ordine di preferenza tra i campi di potenziamento, non chiedeva di avanzare alcuna pretesa sulle classi di concorso, nè di progettare nei minimi dettagli progetti che non si sa ancora se potranno essere avviati.

Al contrario la riflessione dei collegi docenti avrebbe potuto essere incentrata sulle potenzialità che ogni campo avrebbe potuto esprimere, al di là del potenziamento della singola disciplina. In questo discorso è pesato in un certo senso anche una visione limitante della situazione, per cui alcuni docenti di ruolo hanno temuto che i numeri del potenziamento fossero quelli sui quali si giocheranno gli organici del prossimo anno scolastico (ma bisognerà tenere conto anche del PTOF). In realtà questi discorsi devono ancora essee chiariti.

Dunque, arrivati nelle nostre scuole i nuovi insegnanti, ci sarà l'opportunità di farli lavorare se si hanno in mente obiettivi che vanno al di là della singola disciplina e che certamente i campi di potenziamento permettono di sfruttare.

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