Immissioni in ruolo. Docenti secondaria al bivio: chi accetta il ruolo con riserva non può partecipare al concorso 2018 della fase transitoria

di redazione
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Alcuni docenti della scuola secondaria si trovano a dover prendere in questi giorni una importante decisione sul loro destino professionale ma possibilmente anche per la loro vita privata, ossia accettare o meno la nomina a tempo indeterminato, ma conferita con riserva in attesa della sentenza di merito.

Alcuni docenti della secondaria (si tratta perlopiù di abilitati con TFA e PAS) sono stati inseriti, nel corso dell’autunno/inverno 2016/17 nelle Graduatorie ad esaurimento con riserva. Per alcuni di essi è già stato disposto il depennamento e, come riferito, tali docenti ricominceranno il loro percorso professionale dalla II fascia delle graduatorie di istituto, con le normative già disposte per la fase transitoria.

Ma i docenti che attualmente sono in GaE con riserva e vengono chiamati per il ruolo si trovano ad un bivio: accettare un ruolo che potrebbe essere revocato in caso di sentenza negativa, oppure rinunciare e proseguire appunto dalla II fascia delle graduatorie di istituto, con tempi assolutamente non prevedibili per giungere ad una nuova nomina in ruolo.

La fase transitoria disposta dal decreto legislativo n. 57 del 13 aprile 2017 dispone infatti che alla fase transitoria non possano partecipare i docenti già assunti a tempo indeterminato. La normativa non fa alcuna distinzione tra docenti con riserva e non, per cui è prematuro affidarsi ad una eventuale deroga a tale norma. Bisogna decidere oggi.

Il concorso della fase transitoria, destinato ai docenti in possesso di abilitazione, prevede una graduatoria regionale di merito ad esaurimento, sulla base dei titoli e della valutazione del colloquio (che peserà per il 40% rispetto ai titoli).

Dalla predetta graduatoria i docenti saranno poi ammessi, per scorrimento, ad un percorso di un solo anno corrispondente al terzo del percorso FIT (vedi di seguito), superato il quale potranno accedere al ruolo.

Dunque concorso + FIT porterà tali docenti al ruolo. I tempi, come già detto, non sono ad oggi ipotizzabili, sopratttutto se le graduatorie del concorso a cattedra 2016 non verranno esaurite nei 3 anni di vigenza.

E dunque i docenti in questi giorni si trovano a dover scegliere tra un ruolo “insicuro” e un ruolo certo (a meno di modifiche nella normativa) ma con tempi non definiti.

Concorso 2016: i vincitori saranno assunti, ma probabilmente non nei tre anni. E i docenti di II fascia? Il precariato cresce di nuovo

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