Immissioni in ruolo, docenti “accompagnati” come possono far crescere i loro studenti? Lettera

di redazione
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Risposta alla lettera di Marco Massicci

Sono uno dei vincitori del concorso ex legge 107/2015. Ma sono rimasto a bocca asciutta, per avere la sfortuna di vivere un momento in cui la mia classe di concorso non è “di moda”. Per cui, anche non essendo più giovanissimo, a prendere il ruolo sarei andato a piedi.

La lettera tocca diversi punti, ma non se ne comprende il senso. Si spara un pò nel mucchio, come se si giocasse a mosca cieca.

Visto che l’autore mette tanta cattiveria su quanto scrive, a me basta avere letto una cosa: avere accompagnato una docente.

Dal mio punto di vista, giustificherei il fatto solo se la persona accompagnata fosse in gravidanza.

Al di fuori di questa ipotesi sarebbe invece un fatto su cui riflettere. Come potrà la persona far crescere gli alunni se dopo avere frequentato l’università, essersi presa una laurea, avere frequentato un corso abilitante e infine avere vinto un concorso, ha ancora bisogno di un accompagnatore?

Povera italia!

Distinti saluti.

Emanuele Grazzini

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