Immissioni in ruolo: come garantire insegnanti in servizio dal 1°settembre 2015

Di Lalla
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I tempi stringono e i timori sulla piena realizzazione del piano straordinario di assunzioni naturalmente coinvolgono non solo coloro che da questo provvedimento sono direttamente coinvolti, ma anche i sindacati.

I tempi stringono e i timori sulla piena realizzazione del piano straordinario di assunzioni naturalmente coinvolgono non solo coloro che da questo provvedimento sono direttamente coinvolti, ma anche i sindacati.

Innanzitutto la richiesta da parte del Senatore Marcucci (PD), Presidente della VII Commissione Istruzione in Senato, di una "nota ufficiale recante l'indicazione puntuale dei tempi tecnici necessari per garantire, entro l'inizio del prossimo anno scolastico, la completa attuazione del piano straordinario di assunzioni previsto dall'articolo 10 del disegno di legge" è indicativa del fatto che il problema dobbiamo cominciare a porcelo, nonchè a trovare le giuste soluzioni, se c'è la volontà condivisa di far decollere le 100.701 assunzioni.

In atteda della nota del Governo, una soluzione è stata avanzata dal sidacato UIL, audito in Senato il 28 maggio scorso

"Andrebbe eliminata l'attribuzione a settembre 2015 ad un ambito di livello provinciale. Il sistema, provvisorio solo per un anno, determinerebbe grandi ritardi e difficoltà nell'incrocio dirigenti che scelgono e docenti che chiedono, senza avere di fatto, considerati i tempi, nessun collegamento con i piani delle scuole. "

e dalla CISL

" Si pensi, ad esempio, a quanto potrebbe accadere in fase di prima applicazione, quando gli ambiti territoriali – come già stabilito nel testo licenziato dalla Camera – coincideranno con le province, si dovrà gestire un nuovo organico complesso, costituito da posti di diritto, posti di organico di fatto e posti per il potenziamento, assegnando solo in via provvisoria la sede di servizio per 2015/2016. Se a ciò si aggiunge l'altissimo numero di istituzioni scolastiche affidate in reggenza, si può ben vedere quale possa essere il livello di difficoltà nella gestione, in tempi ristretti, di procedure che non sembrano assicurare al sistema alcun apprezzabile vantaggio. Si ritiene pertanto di assoluto buon senso, salvo eccezioni cui accenniamo più avanti, mantenere invariata la previsione dell'articolo 436 del D.L.vo 297/94, che ci pare più rispondente a principi di semplificazione e trasparenza"

E' ormai certo che, se la riforma sarà varata, il 2015/16 sarà un anno provvisorio. E dunque forse rimandare al 2016/17 anche la terza fase delle assunzioni, quella dell'assegnazione dell'incarico da parte dei Dirigenti Scolastici, potrebbe aiutare a snellire le procedure.

Se infatti vogliamo tutti i neoassunti al collegio dei docenti del 1° settembre (o comunque in servizio), e non ricorrere al sistema delle nomine in ruolo giuridiche che negli ultimi anni hanno costituito la scappatoia per gli uffici scolastici oberati da lavoro e incombenze, bisogna strutturare un sistema che massimo il 21 agosto permetta di inviare l'ultima proposta di assunzione. Ogni docente deve avere infatti dieci giorni di tempo per accettare o rifiutare la proposta di incarico a tempo indeterminato in uno degli ambiti territoriali indicati, coincidenti solo per il 2015/16 con l'intera provincia.

Ricordiamo infatti che la procedura delle immissioni in ruolo, così come prospettata dal DDL Scuola già votato alla Camera il 20 maggio scorso, prevede, dopo gli adempimenti in Gazzetta Ufficiale, la presentazione della domanda di assunzione – certo non potrà essere concesso un mese, ma bisogna comunque stabilire un tempo congruo – , la procedura di assunzione a tempo indeterminato da parte degli uffici scolastici provinciali e regionali, e questo dovrà basarsi su un forte coordinamento, dato che l'assegnazione della provincia (ambito territoriale) potrà essere su base nazionale. Tutto cio max entro il 21 agosto per 100.701 docenti. Non osiamo poi pensare all'intreccio che potrebbe venire a determinarsi per quei docenti che, per classi di concorso diverse, partecipano al piano sia da GaE che da GM: avranno il tempo di decidere solo una volta ricevute entrambe le proposte?

A questa fase dovrebbe poi seguire quella delle autocandidature dei docenti alle scuole dell'ambito territoriale al quale sono stati assegnati (anche qui toccherà stabilire un tempo congruo), lettura dei curriculum da parte dei Dirigenti Scolastici, eventuali colloqui. E per ultima la fase in cui ad intervenire è l'Ufficio Scolastico, o per inerzia del Dirigente Scolastico o perchè il docente non è stato scelto da nessun DS, e dunque bisognerà procedere con l'assegnazione d'ufficio, non si sa ancora su quali criteri (Riforma. La chiamata dei prof. ha un bug: quali i criteri di assegnazione da parte degli USR per i docenti non scelti dai Dirigenti? )

Quanto tempo potrà occupare questa operazione? E potrà/dovrà essere svolta dopo il 1° settembre? Ricordiamo che, da calendari scolastici già approvati, le lezioni iniziano, giorno più giorno meno, dal 14 settembre. Vogliamo ripetere l'esperienza di non avere i docenti in classe dal primo giorno di scuola? Sarebbe a nostro parere uno scivolone imperdonabile per l'attuale Ministero.

La soluzione a nostro parere c'è. Garantire l'assunzione sui posti vacanti e su quelli che si determineranno sull'organico dell'autonomia, ma rispettando ancora per il 2015/16 la graduatoria.

N.B. E anche con questo sistema qualche dubbio sui tempi rimane. 

Nel 2016/17 poi la riforma potrà (se il Parlamento stabilirà che dovrà) fare il suo debutto, con i tempi giusti.

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