Immissioni in ruolo, assunzione “in età avanzata” dipende da vari fattori. No a giudizi pilateschi. Lettera

di redazione
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Risposta a Mario Bocola

La sua lettera NON mi piace per nulla per una serie di motivi.

Indubbiamente lei ha citato due casi estremi: 22 anni e 69 anni. Ma poi da fondo a tutta una serie di allusioni nei confronti della maestra “nonnina” per poi rivolgere altre critiche al sistema. Per cui alla fine si capisce che lei considera questa persona anziana come una sorta di intruso. E quasi si percepisce un velato invito alle istituzioni perchè pongano “rimedio” a situazioni del genere.

Chi scrive ha 55 anni, è vincitore di concorso per una data classe di insegnamento in una regione dell’Italia che più di ogni altra ha attratto precari come mosche al miele, che qui si sono stabilizzati grazie al “piano straordinario di assunzioni”, saturando i posti e facendo sì che sarà un miracolo se riuscirò ad entrare di ruolo entro il triennio di vigenza delle graduatorie.

Al punto che mi sto chiedendo se, per il concorso riservato agli abilitati di seconda fascia non sia il caso di spostarmi nelle regioni del Nord-Est, dove magari Rayan Air effettua un minor numero di voli.

Sui tempi di entrata in ruolo di un insegnante giocano parecchi fattori. E mi meraviglia il fatto che una persona come lei possa essere così pilatesco nei giudizi.

Al pari di ogni attività che vive l’ ambiente esterno l’entrata in ruolo può essere più o meno difficoltosa, più o meno veloce. Avere fatto il servizio militare od esserne stati esentati, trovarsi in un periodo di declino irreversibile degli iscritti nelle scuole dove si insegna (gli istituti tecnici sono stati letteralmente massacrati), incontrare periodi più o meno densi di corsi abilitanti, trovarsi in situazioni giuridiche che favoriscono o penalizzano il trascorso professionale in rapporto alle scelte legislative, sono tutti fattori che possono determinare e/o ritardare di parecchio il traguardo dell’ entrata in ruolo.

Valgano due esempi per tutti: la questione dell’inserimento in GAE degli abilitati SSIS. Perchè costoro sì, e gli abilitati PAS e TFA no? Mi trovi una ragione valida per avere operato questa discriminazione. Non adduca la maggior durata delle prime, perchè esse erano aperte a chi non era mai entrato in un aula.

Il secondo riguarda le regole del gioco nei concorsi: agli abilitati TFA sono stati assegnati 5 punti in più degli abilitati PAS. Poichè ogni anno di servizio vale 0,70 punti, l’abilitato con il TFA beneficia di 7 anni di servizio in più rispetto a quello che si è abilitato con il PAS. Anche qui, perchè?

Nel mio caso, poi, ho dovuto subire anche questa beffa: poichè nella mia provincia ho dovuto accettare incarichi di supplenza in altre discipline per cui ero legittimato, questi anni di servizio NON sono valsi ai fini della graduatoria di merito. Così, insegnanti anagraficamente molto più giovani e con minor numero di anni di servizio mi precedono, perchè i loro pochi anni erano tutti concentrati nella disciplina oggetto del concorso. Perchè? Perchè nella loro provincia hanno avuto l’incarico mentre lo scrivente se voleva lavorare, ha dovuto accettare incarichi in discipline diverse.

Distinti saluti.

Emanuele Grazzini

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