Immissioni in ruolo. Agesc: ai precari assunti nel 2015 venga data possibilità di continuare a insegnare nelle paritarie

di redazione
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L'AGESC, audita in Senato per la discussione del DDL Scuola, ha chiesto che ai docenti precari assunti nel 2015 venga data la possibilità di scegliere di continuare a insegnare nelle scuola paritarie senza perdere il posto in graduatoria.

L'AGESC, audita in Senato per la discussione del DDL Scuola, ha chiesto che ai docenti precari assunti nel 2015 venga data la possibilità di scegliere di continuare a insegnare nelle scuola paritarie senza perdere il posto in graduatoria.

In questo modo – ritiene l'AGESC – si garantirebbe continuità didattica ed educativa per completare il ciclo educativo.

I dirigenti delle scuole paritarie temono infatti che il piano straordinario di immissioni in ruolo porterà molti docenti che attualmente insegnano nelle scuole paritarie ad abbandonare tale ambito per confluire nelle scuole statali, stante anche l'incertezza degli investimenti finanziari nelle scuole paritarie.

Le assunzioni – prosegue l'Agesc – dovranno essere fatte solo in funzione delle esigenze degli alunni. Gli insegnanti delle scuole paritarie, abilitati e inseriti nelle graduatorie, che entreranno in ruolo nello Stato, dovrebbero poter scegliere di restare ad insegnare negli istituti paritari. Giusto per non privare le scuole paritarie pubbliche del bene più prezioso formato negli anni, i docenti appunto.

 

Già il presidente dell' A.N.I.N.S.E.I. – l'Associazione Nazionale degli Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione – si era espresso in tal senso “se dovesse diventare legge così com'è, il testo della norma, condannerebbe le scuole paritarie a scomparire per la impossibilità di reperire docenti qualificati”, con il rischio di " far lavorare nelle scuole paritarie lo scarto degli insegnanti delle statali”.

Ricordiamo che le scuole paritarie in Italia sono oltre 13mila e il 71% per la scuola dell'infanzia.

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Secondo l'AGESC sono comunque positive alcune novità introdotte, come la chiamata dei docenti da parte delle scuole, l’introduzione dell’elemento del “merito” nella retribuzione, la personalizzazione dei percorsi e l’opzionalità di alcune materie: elementi di libertà nella gestione del personale e nell’organizzazione dei percorsi di istruzione.

Da prevedere l’assegnazione, anche alle scuole paritarie, di docenti di sostegno per esigenze di continuità didattica ed educativa: è un diritto che va riconosciuto a tutti i disabili qualunque scuola frequentino e la libertà di scelta va garantita anche, se non soprattutto, alle famiglie con figli diversamente abili, che oggi sono ancora gravemente discriminate se scelgono il sistema paritario. 

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