Immissioni in ruolo 2018, come tutelare vincitori concorso 2016. No a deroga mobilità, no a dirottamento posti per salvare esuberi

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Roberta Sassano per i Vincitori di concorso non ancora in ruolo – Nell’anno scolastico 2016/2017 in diverse classi di concorso non c’è stata immissione in ruolo a causa della mobilità straordinaria al 100%, nonostante, in alcuni casi, i vincitori di concorso risultassero inferiori rispetto ai posti messi a bando.

Nell’anno successivo in alcune regioni e per alcune classi di concorso, nonostante la non immissione in ruolo dell’anno precedente, nonostante il numero di vincitori di concorso nettamente inferiore rispetto ai posti disponibili determinati dal MIUR ed indicati nel bando e nonostante i posti disponibili e accantonati per il ruolo, il MEF ha effettuato una compensazione per gli esuberi presenti nelle altre province sulla stessa classe di concorso.

Pertanto sebbene presenti e accantonati i posti per il ruolo in una determinata provincia, questi posti non sono andati a ruolo solo perché presenti esuberi nella stessa classe di concorso di altre province della stessa regione.

Ora, considerando che la mobilità è presente praticamente ogni anno e che gli esuberi difficilmente si risolveranno in un anno, visto che il triennio per l’immissione in ruolo previsto dal bando di concorso “scade” proprio il prossimo anno, si chiede di derogare alla NOTA MIUR 07.09.2016, PROT. N. 25272 (Assunzioni a tempo indeterminato del personale docente della scuola primaria e secondaria per l’anno scolastico 2016/17. Invio Decreto Ministeriale n. 669 del 7 settembre 2016 e relativi prospetti del contingente di nomina) che prevede di compensare, e quindi annullare, i posti accantonati per il ruolo con gli esuberi di altre province.

Una questione che ha poi notevolmente rallentato l’assunzione di noi vincitori del concorso 2016 è rappresentata senza dubbio dalla mobilità, dato che il Miur, per due anni di seguito, ha concesso una mobilità straordinaria.

Nell’a.s. 2016/2017, infatti, essa riguardò addirittura il 100% dei posti disponibili, mentre nell’anno successivo, il 2017/2018, il 40%, derogando così al vincolo triennale che la stessa legge 107 avrebbe dovuto assicurare.

A causa quindi di errori nella gestione della mobilità, noi vincitori di concorso siamo stati molto penalizzati, vedendo fortemente ridimensionato il numero di posti destinato alla nostra assunzione, specie nel Meridione, in quanto il flusso maggiore di spostamenti ha riguardato soprattutto la direttrice Nord-Sud.

In tal modo, mentre le Gm del concorso al Nord sono ormai esaurite o parecchio svuotate, al Sud, invece, sono ancora pienissime e ben lungi dall’esaurirsi, nonostante siamo già al secondo anno di validità delle stesse.

Per tutta questa serie di motivi noi vincitori del concorso 2016 chiediamo che per l’a.s. 2018/2019 non venga assolutamente applicata la NOTA MIUR 07.09.2016, che i posti accantonati per il ruolo nell’anno 2017/2018 rimangano comunque per il ruolo e non rimessi nel calderone di un’eventuale mobilità ed anzi che non venga concessa alcun tipo di mobilità straordinaria, facendo così rispettare il vincolo triennale, sancito dalla legge 107 e inoltre, in virtù del fatto che la mobilità straordinaria è stata concessa per ben due anni di fila, suggeriamo anche che la quota della mobilità ordinaria non superi il 20% dei posti disponibili, pensando che queste due misure siano necessarie per garantirci l’assunzione nel più breve tempo possibile, specie nelle regioni del Sud.

A seguito, infatti, di queste azioni del MIUR si sono configurate situazioni paradossali: classi di concorso con decine di posti messi a bando dal ministero, solamente uno o due vincitori di concorso che, però, a causa delle varie mobilità e della compensazione degli esuberi, non sono stati messi in ruolo e che addirittura potrebbero rischiare di non essere immessi in ruolo neanche per il prossimo anno scolastico qualora non fossero prese, dal parte del ministero, opportune precauzioni sulla mobilità e sugli esuberi, così come esposto nella presente missiva. In attesa di un cortese riscontro da parte del MIUR alle nostre preoccupazioni, salutiamo cordialmente.

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