Immissioni in ruolo 2016. Abilitati chiedono doppio canale: concorso e GaE

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Alessandra Operamolla associazione ADAM – Il MIUR non pensi solo al concorso, ma svolga il suo compito istituzionale liberando risorse sufficienti per l'assunzione dei precari.

Alessandra Operamolla associazione ADAM – Il MIUR non pensi solo al concorso, ma svolga il suo compito istituzionale liberando risorse sufficienti per l'assunzione dei precari.

Il prossimo concorso a cattedre, il cui bando è atteso per fine anno, è stato propagandato dagli esponenti della maggioranza di Governo e dalla stessa Ministra Giannini come l'ultima attesissima misura che risolverà il problema del precariato scolastico.

Sin da subito l'Adam ha assunto una posizione piuttosto critica rispetto a tale scelta, non adeguatamente supportata da misure transitorie per la tutela della seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Assolutamente necessario è infatti che tutti i docenti abilitati godano del beneficio del doppio canale di reclutamento, al pari dei docenti in graduatoria ad esaurimento. Questo è un diritto, come più volte sottolineato, responsabilmente rivendicato, in quanto risulta incostituzionale discriminare tra loro insegnanti con formazione del tutto identica solo sulla base dell’anno di conseguimento del titolo abilitante. E quindi questo diritto deve essere esteso assolutamente prima di qualsiasi discussione sulle procedure concorsuali e sulle modalità di valutazione di titoli e prove.

L’uso del concorso come singolo canale di reclutamento potrebbe essere funzionale solo nel caso in cui il numero di posti banditi corrispondesse al numero di aspiranti; in caso contrario il concorso porterà all'espulsione di almeno 120 mila precari dal mondo della Scuola.

Invece, i provvedimenti presi dal MIUR disattendono qualunque nostra richiesta. E’ inutile sottolineare la nostra posizione molto critica nei confronti del Ministero e di ciò che è oggetto di dichiarazione e rassicurazione da parte della Ministra, che invece non corrisponde all’effettivo agire. Si pensi ad esempio alla vicenda del riordino delle classi di concorso, frettolosamente avviato dal MIUR e per fortuna pesantemente criticato dal Consiglio di Stato. Per questo provvedimento, pochissime associazioni sono state interpellate, e quindi il Ministero avrebbe tranquillamente seguitato nella sua operazione di riordino senza ascoltare il parere dei diretti interessati ed eseguendo degli accorpamenti del tutto illogici, giustificati solamente sulla base del rendere le risorse umane del corpo insegnante intercambiabili, schiacciando quindi la ricchezza della preparazione e della specializzazione del corpo docente sotto la logica più bassa della razionalizzazione di spesa e del profitto.

Cosa del resto già anticipata con l’autorizzazione dell’organico del potenziamento alla sostituzione di colleghi in materie affini. E quindi non solo molti di noi docenti abilitati saremo esclusi dai ruoli con il prossimo concorso, ma sperimenteremo un serio calo degli incarichi di supplenza.

Inoltre è il MIUR in grado di garantire che davvero tutte le classi di concorso siano oggetto di bando? E’ questo il dubbio di tutti coloro i quali sono in possesso di un titolo abilitante per una classe di concorso affollata (ad esempio A037- Filosofia e Storia, A019 – Discipline Giuridiche ed Economiche, A036 – Geografia, quest’ultima a causa dell’atipicità), ma anche di tutti gli abilitati in quelle cdc per cui negli ultimi 16 anni neanche una singola cattedra è stata oggetto di bando (si pensi ad esempio alle classi A040 – Igiene, Anatomia, Fisiologia, Patologia Generale e dell’Apparato Masticatorio e A032 – Educazione musicale nella Scuola Media, e tanti altri esempi).

Infine altri di noi, per responsabilità esterne, verranno privati addirittura del diritto di partecipazione al concorso. E’ questo il caso degli abilitandi del TFA Sostegno II Ciclo: sebbene il decreto ministeriale 312/2014 che ha attivato questi corsi facesse esplicito riferimento all'anno accademico 2014-2015, in quasi la totalità delle università italiane essi sono ancora in fase di svolgimento e si prevede il conseguimento del titolo abilitante per la prossima primavera-estate. Questi tirocinanti sperimentano dei ritardi causati essenzialmente da fattori di tipo amministrativo, anche conseguenti al contemporaneo impegno degli uffici scolastici regionali nel piano di assunzione che ha generato una momentanea paralisi della gestione delle pratiche di “secondaria urgenza” ivi compreso l’aggiornamento delle graduatorie di seconda e terza fascia.

Essi, pur essendo stati inclusi nelle intenzioni del legislatore tra le fila dei docenti partecipanti al prossimo concorso, ne saranno formalmente esclusi per la mancanza dei requisiti di partecipazione allo scadere del bando. E quindi gli effetti della Buona Scuola per
loro saranno doppiamente deleteri sulle loro carriere, in quanto dovranno attendere altri tre anni per il bando del concorso successivo! Il titolo di abilitazione TFA II Ciclo, dunque, non è immediatamente spendibile per tutti. Sarebbe invece molto sensato che il MIUR prevedesse la loro inclusione tra i partecipanti al bando con riserva sull’acquisizione del titolo abilitante almeno fino allo svolgimento della prova scritta.

L’Adam chiede con forza una inversione di tendenza da parte del MIUR e del Governo con il rifinanziamento immediato e strutturale dell’Istruzione Pubblica e che i provvedimenti messi in pratica dal Ministero siano finalmente tesi a migliorare davvero le condizioni di lavoro all’interno della Scuola e a creare occupazione per i docenti, attraverso l’aumento delle cattedre con la diminuzione del numero di alunni per classe. Che si investa sulla qualità dell’istruzione pubblica e non si adottino provvedimenti soltanto finalizzati al ritiro di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, messi in pratica con un piano di assunzioni discrezionale e discriminante.

Che si proceda sin da subito, utilizzando gli strumenti a disposizione del Parlamento Italiano, partendo dunque da una serie di emendamenti alla legge di stabilità in favore dell’Istruzione Pubblica e per l’assunzione dei docenti abilitati, una vera risorsa per la qualità dell’insegnamento.

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