Immissioni in ruolo, Uil: molti no dal Miur. Chiesto incontro politico

di redazione
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Ieri si è svolto il confronto tra Miur e sindacati per mettere a punto le istruzioni per l’avvio delle nomine a tempo indeterminato per l’a.s. 2019/20. 

La UIL Scuola, a seguito delle rivendicazioni avanzate nel corso del precedente incontro, aspettava un riscontro positivo sui seguenti temi:

·       nomine in ruolo su tutti i posti disponibili compresi quelli di “quota 100”;

·       nomine in ruolo su sede provvisoria per consentire ai docenti perdenti posto di rientrare nella precedente sede di titolarità l’anno successivo;

·       recupero dei posti liberati dal personale già di ruolo che ottiene nuova nomina per altra classe di concorso o altra provincia;

·       consentire la possibilità ai docenti del terzo anno FIT, le cui graduatorie sono state pubblicate dopo il 31 agosto, di poter cambiare provincia.

Su queste proposte abbiamo registrato solo dei “NO” da parte dell’amministrazione. L’incontro è risultato completamente inconcludente, si rischia così di incentivare il contenzioso con possibili ripercussioni sull’avvio dell’anno scolastico.

A seguito dell’esito negativo dell’incontro, i sindacati hanno richiesto un’interlocuzione politica con il Capo di Gabinetto in particolare per risolvere il problema relativo ai docenti che hanno superato il concorso 2018 le cui graduatorie di merito sono state pubblicate dopo il 31 agosto e che, per tale motivo, non sono stati ammessi al terzo anno FIT.

L’accordo su questa tematica è per la UIL Scuola l’unica possibilità per sanare le disparità di trattamento causate dai ritardi dell’amministrazione sull’espletamento del concorso 2018. Non è possibile, infatti, che docenti che hanno partecipato alla stessa procedura concorsuale vengano trattati in modo diverso.

Per i restanti punti, la UIL Scuola ritiene fondamentale utilizzare tutti i posti disponibili per rispondere alle legittime aspettative dei docenti che sono in attesa dell’immissione in ruolo, evitando che, per l’ennesimo anno scolastico, rimangano migliaia di posti che se non utilizzati andranno ad implementare il precariato.

Ad oggi il MIUR non ha ancora fornito il dettaglio delle disponibilità, diviso per provincia, posti e classi di concorso per le nomine in ruolo.

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