Immissioni in ruolo su sostegno non copriranno le cattedre disponibili e continuità didattica sempre più una chimera

Il 1° settembre in cattedra ci saranno anche i 20 mila docenti di sostegno che in questi giorni e nelle prossime settimane saranno chiamati per le procedure di immissioni in ruolo.

Una quota irrisoria se si pensa alle 80 mila cattedre di sostegno prive di titolari.  Tale condizione lieviterà enormemente il numero delle supplenze per coprire appunto le cattedre scoperte di sostegno , inoltre con le assegnazioni provvisorie ai docenti di ruolo senza il titolo di specializzazione, saranno poche le possibilità dei docenti precari specializzati di poter seguire l’alunno che gli era stato affidato l’anno precedente nell’istituzione scolastica in cui aveva prestato servizio.

Tutto ciò a danno della continuità didattica a difesa e tutela dei diritti degli alunni disabili ai quali ogni anno vengono assegnati docenti diversi e spesso anche senza il titolo di specializzazione sul sostegno.

Che fine ha fatto l’art. 14 del Decreto Inclusione?

Ricordiamo che lo scorso anno fu pubblicato in Gazzetta Ufficiale Il decreto n. 96/2019, di integrazione e correzione del D.lgs. 66/2017, attuativo della legge 107/2015, il cui art.14 fa riferimento alla Continuità del progetto educativo e didattico:

  •  La continuità educativa e didattica per le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti con accertata condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica è garantita dal personale della scuola, dal Piano per l’inclusione e dal PEI.

Il decreto, al fine di agevolare la continuità didattica, prevedeva che al docente con contratto a tempo determinato potesse essere proposta la conferma per l’anno scolastico successivo, purché fossero garantite alcune indicazioni, quali:

  •  Il docente sia in possesso del titolo di specializzazione di cui all’articolo 12 del decreto;
  •  sia stato valutato, da parte del dirigente, l’interesse della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente;
  •  sia stata valutata, da parte del dirigente, l’eventuale richiesta della famiglia;
  •  fermo restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato.

Purtroppo per rendere operativo il decreto sono mancati i decreti attuativi da parte del Miur, alimentando così il malcontento dei docenti di sostegno, degli alunni e delle rispettive famiglie.

Rimodulazione dell’organico di diritto

Da anni la questione della trasformazione degli organici di fatto in quella di diritto non trova un’adeguata soluzione.

Infatti la rimodulazione degli organici di diritto sul sostegno è bloccata al 2006, nonostante la sentenza di merito n. 196/2019 del Tar Lazio che accolse il ricorso promosso da docenti specializzati sul sostegno, i quali, avevano contestato al Miur l’omessa copertura del fabbisogno dei posti di sostegno e, di conseguenza, la mancata corrispondenza tra i posti vacanti e i docenti specializzati sul sostegno.

Con la legge Finanziaria 2020 sono stati  consolidati in organico di diritto mille posti sul sostegno. Troppo pochi per avvertire il cambiamento.

I posti in deroga sono tanti e si continua a nominare docenti per il sostegno non in organico di diritto, aspiranti quindi all’immissione in ruolo poiché in possesso dei titoli. Una tale situazione arreca non solo danni ai docenti che continuano a permanere nel loro status di precarietà ma si riflette inevitabilmente sugli alunni con disabilità che vedono ledere il loro diritto alla continuità didattica.

I posti in organico di diritto dovrebbero essere adeguati annualmente alle effettive esigenze del numero e delle tipologie degli alunni con disabilità.

Gli stessi TFA sul sostegno vengono organizzati non tenendo conto del reale fabbisogno dei docenti di sostegno ma secondo le disponibilità delle Istituzioni Universitarie.

Basti pensare che negli ultimi mesi hanno conseguito la specializzazione IV ciclo  sul sostegno ben 14.224 docenti e i posti messi a disposizione dalle Università erano estremamente insufficienti a far rientrare tutti gli aspiranti, ad esempio per le scuole secondarie di secondo grado, all’Università Bicocca di Milano, si sono presentati 1892 candidati per 60 posti mentre al Suor Orsola Benincasa di Napoli, i candidati sono stati 7600 per 270 posti disponibili.

Determinazione dell’organico dei posti di sostegno

Per la determinazione dell’organico dei posti di sostegno è previsto il rapporto di un insegnante ogni due alunni con disabilità certificata (art. 3, comma 1 o 3 Legge 104/92) nella dotazione organica di diritto, salvo le deroghe da autorizzare secondo le effettive esigenze rilevate ai sensi dell’articolo 1, comma 605, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che deve valutare la specifica tipologia di disabilità dell’alunno.

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