Immissioni in ruolo, per la Lega call veloce non coprirà le cattedre vacanti a causa del blocco di cinque anni

di redazione
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Non sarà probabilmente la call veloce a risolvere il problema delle cattedre di ruolo che anche quest’anno rimarranno vuote perché mancano docenti nelle graduatorie corrispondenti. 

Questa l’idea della Lega che attraverso il Sen. Pittoni responsabile scuola del partito e Presidente della VII Commissione istruzione in Senato dichiara

“A settembre, dopo molti anni, la scuola poteva tornare a disporre di docenti tutti titolari, invece che supplenti. Il ministro ha rifiutata la nostra proposta emendativa al decreto Scuola e ora per riempire i buchi (anzi, la probabile voragine vista l’emergenza pandemica da gestire) annuncia di volersi affidare alla cosiddetta “call veloce”, che però si rivolge a docenti (inclusi in Gae o in Gm) cui è assicurato dalla legge il diritto alla nomina in ruolo nella regione/provincia di appartenenza: c’è quindi da dubitare si rendano disponibili a farsi sbattere per 5 anni a centinaia di chilometri da casa, lontano dalla famiglia e con stipendi che in trasferta difficilmente consentono di arrivare alla fine del mese.

Una disposizione di legge non superabile anche in sede di contrattazione collettiva, prevede infatti che i neo immessi in ruolo dall’anno scolastico 2020/21 siano vincolati per 5 anni alla sede ottenuta, senza poter chiedere neanche l’assegnazione provvisoria o stipulare contratti a tempo determinato.

In pratica la call è appetibile solo per quei docenti che si aspettano di dover attendere più di 5 anni per conseguire la nomina in ruolo nel proprio territorio”.

Che cos’è la call veloce

Dopo le immissioni in ruolo ordinarie (50% GaE, 50% concorsi) i posti eventualmente rimasti vacanti per mancanza di docenti in graduatoria saranno offerti da ciascun Ufficio Scolastico ai docenti presenti nelle graduatorie di altre province/regioni.

I soggetti inseriti nelle graduatorie utili per le assunzioni possono presentare domanda, per ciascuna graduatoria di provenienza per i posti di una o più province di una sola regione, al fine dell’assunzione a tempo indeterminato in territori diversi da quelli di pertinenza delle graduatorie di riferimento. La bozza del decreto

Vincolo territoriale di almeno 5 anni

L’assunzione comporterà, per i docenti che la accetteranno, l’impossibilità di richiedere per almeno 5 anni trasferimento o assegnazione provvisoria in altra provincia.

Un vincolo che preoccupa gli insegnanti e che secondo la Lega costituirà il motivo per cui i docenti potrebbero non accettare la proposta di assunzione, qualora lontana dal proprio territorio.

30mila i posti non assegnati nel 2019

Nell’anno scolastico 2019/20, a fronte di un contingente pari a 53.627 posti, sono state effettuate 21.236 assunzioni, pari all’incirca al 40% delle disponibilità .

Il dato si riferisce a settembre, poi le assunzioni sono proseguite ancora nei mesi successivi ma rimane comunque eccessivamente alto il numero dei posti non assegnati.

La call veloce, introdotta nella legge 159/2019 dovrebbe rimediare, nelle intenzioni del legislatore, a questo vuoto. Si tratterebbe di un trasferimento volontario dei docenti, con regole ben chiare sulle conseguenze.

Piano straordinario assunzioni Lega

Il piano straordinario di assunzioni proposta dalla Lega e bocciato sia in Senato che alla Camera nell’ambito del Decreto Scuola proponeva lo scorrimento delle graduatorie di istituto, in modo che i precari ottengano il ruolo nel territorio da loro già scelto. Leggi tutto

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