Immissioni in ruolo Lombardia, USB: mal gestite da piattaforma informatica

di redazione
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Comunicato USB – In Lombardia a fine luglio è stata attivata una procedura informatizzata per le immissioni in ruolo da concorso e da graduatoria ad esaurimento, gestita attraverso la piattaforma Sigeco.

I termini per accreditarsi a questa piattaforma sono stati brevissimi: tre giorni durante i quali i docenti hanno dovuto iscriversi e scegliere gli ambiti in ordine di preferenza, senza neanche conoscere le effettive e reali disponibilità, poiché, come confermano i dirigenti dell’USR Lombardia, vi sono stati degli errori nei primi contingenti resi noti tramite piattaforma e attualmente fanno fede i numeri forniti dagli uffici scolastici. Le procedure di registrazione sono state spesso difficoltose, a volte impossibili e l’USR, a fronte di numerose rimostranze, ha rifiutato di incontrare i docenti, chiudendo i ricevimenti.

Le disfunzioni della piattaforma vengono imputate dall’USR alla società esterna che la gestisce.

Queste nuove procedure hanno come conseguenza immissioni in ruolo non trasparenti e caotiche, discriminanti e al limite dell’illegittimità. Riteniamo sia folle che la responsabilità delle procedure che sono in capo agli USR e agli USP vengano appaltate a enti esterni privati. Questo sistema considerato propedeutico alle immissioni in ruolo e finalizzato allo snellimento delle procedure, ma parte integrante e passaggio fondamentale al fine dell’immissione, si sta rivelando infernale per i docenti e fallimentare per l’amministrazione.

Ad esempio, i docenti che rischiano di perdere il ruolo si ritrovano nelle seguenti situazioni paradossali:

– hanno completato la procedura, ma per errore hanno cliccato “rinuncia” invece di “conferma”, il sistema non chiede conferma alcuna al termine, come sarebbe tecnicamente corretto, e si vedono tagliati fuori dal sistema e considerati come rinunciatari;

– si sono accorti con un giorno di ritardo della circolare e, registrandosi in ritardo, risultano rinunciatari;

– hanno espletato la procedura di accreditamento, ma il sistema non ha risposto inviando loro la password necessaria per avviare la procedura di scelta delle preferenze;

– non hanno inserito tutti gli ambiti, quindi si ritrovano esclusi e considerati rinunciatari nel momento in cui arrivati alla loro posizione non ci sono più disponibilità sugli ambiti che avevano richiesto.

Se, come pare, questo inferno informatico in cui sono precipitati centinaia di docenti vuole essere una sperimentazione da diffondere nei prossimi anni anche agli altri uffici scolastici regionali, sappiano i cittadini e i lavoratori della scuola che in Lombardia si sta sperimentando un eclatante fallimento sotto tutti i punti di vista e che questa sperimentazione avviene sulla pelle dei lavoratori, dei quali si sta ledendo il diritto all’immissione in ruolo. Pensiamo, infine, che verrà leso anche il diritto allo studio degli studenti visto che questa modalità di gestione dell’USR Lombardia provocherà certamente numerose vertenze e probabili conseguenti ritardi. A tutela dei diritti dei docenti, ovviamente, non esiteremo a fornire il nostro supporto con ogni mezzo a nostra disposizione.

L’Unione Sindacale di Base Scuola Lombardia ha cercato di accreditarsi alla piattaforma come organizzazione sindacale (tenendo conto che alcuni USP della Lombardia non utilizzano codesta piattaforma). La nostra volontà di accreditarci è finalizzata a poter effettuare un controllo trasparente delle procedure. Attualmente solo il provveditorato di Sondrio ha provveduto al nostro accreditamento, mentre l’USP di Milano rinvia all’USR Lombardia, il cui dirigente, dott. Volonté abbiamo incontrato oggi. Il dottor Volonté ci ha assicurato che la situazione sarà sbloccata, chiedendoci di reiterare la richiesta di accreditamento via mail ordinaria poiché i funzionari dell’USR non possono utilizzare le pec se non per atti protocollati! D’altronde la mancata corretta informativa alle organizzazioni sindacali potrebbe configurarsi come condotta antisindacale. Il dott. Volonté durante l’incontro ha inoltre preannunciato in futuro informative a tutte le OS, a prescindere dalla rappresentatività, per gestire le operazioni nel modo più trasparente possibile e permettere ai sindacati di diffondere le informazioni e assistere al meglio i lavoratori.

Ci ha peraltro confermato che chi avesse espresso solo alcuni ambiti in piattaforma e non vi trovasse collocazione verrà considerato rinunciatario, procedura su cui ci sentiamo di esprimere molti dubbi. Nel caso in cui non venissero mantenuti gli impegni oggi assunti dall’USR, saremo pronti a intervenire.

Non possiamo però non sottolineare altri due aspetti estremamente inquietanti dalla questione: trasformare la procedura di immissione in ruolo in una questione che ciascuno gestisce da casa (alcuni USP lombardi assegnano così anche le sedi scolastiche), isola i lavoratori e li indebolisce, mentre nomine in presenza permettono il confronto con gli altri lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Inoltre, questa procedura si concretizza in un’ennesima esternalizzazione della pubblica amministrazione, il cui scopo ci pare evidentemente quello di non adeguare in futuro gli organici degli Uffici Scolastici già in grande sofferenza, affidando ai privati ciò che è responsabilità dello Stato: la procedura che – lo dimostrano anche i tragici fatti di Genova di pochi giorni fa – lungi dal migliorare i servizi li indebolisce e peggiora a scapito di lavoratori e cittadini. Per questo esprimiamo forte contrarietà a questa procedura e riteniamo che non debba essere estesa a tutto il Paese, ma immediatamente abbandonata. La scuola ha bisogno di investimenti, non di continui tagli più o meno velati.

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