Immissioni in ruolo, in cinque anni meno del 50% è stato realizzato: 167mila su 386mila autorizzate. Tutti i numeri

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Dal 2016 al 2021 solo il 45,5% delle immissioni in ruolo è stato realizzato. I numeri certificano un’emergenza, quella del precariato, su cui il governo deve intervenire al più presto. Le cifre non mentono, eccole divise anno per anno.

Nel 2016-17 (governo Renzi) sono 25.301 le assunzioni autorizzate, quelle realizzate sono 9.301 con il 62,2% di posti residui.

Nel 2017-18 (governo Gentiloni) sono 51.773 le assunzioni autorizzate con 31.273 quelle realizzate (il 39,6% dei posti residui).

Nel 2018-19 (governo Conte I) sono 57.332 le assunzioni autorizzate con 28.122 quelle realizzate (il 50,9% i posti residui).

Nel 2019-20 (governo Conte II) sono 53.627 le assunzioni autorizzate con 22.060 quelle realizzate, dunque con il 58,1% dei posti residui.

Nel 2020-21 (ancora governo Conte II) record di posti residui: sono stati autorizzati 84.808, ma le assunzioni realizzate sono solo 20.951 con ben 63.857 posti residui (il 75,3%).

Nel 2021-22 (governo Draghi) le assunzioni autorizzate sono 113.207, ma quelle realmente portate a buon fine sono 55.952 (con il 50,5% dei posti residui). La maggioranza delle assunzioni sono nella scuola secondaria di secondo grado (oltre 22mila), mentre 13mila sono in quella secondaria di primo grado. Tra posto comune (39mila) e sostegno (16mila) si arriva al risultato di 55.952.

In cinque anni, dunque, 386.048 assunzioni autorizzate, ma solo 167.659 realizzate, il 45,5% di quanto inizialmente considerato. 

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