Immissioni in ruolo. I castigati per non aver aderito alla domanda volontaria. Lettera

di redazione
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CO.N.GAE – Nella prossima finanziaria già si parla di investimenti per la risoluzione dei problemi relativi alla GAE Infanzia, ma non sappiamo quanto e come verrà attuato il famoso piano 0-6 o se veramente si ripeterà l’infausto piano nazionale di immissioni in ruolo dei docenti nelle GAE Infanzia, che hanno subito una beffa di ampia portata, in quanto io Stato ti faccio partecipare al Piano Nazionale Straordinario, ma non ti stabilizzo.

Non si parla del nemmeno del divario tra Nord e Sud per attuare quel potenziamento necessario per allontanare da territori in cui la mafia è in palese connivenza con lo Stato e gli ambienti clericali con un necessario aumento del numero di ore da 25 a 40 come nelle Regioni del Nord.

Si parla anche del personale ATA che merita di essere stabilizzato, ma paradossalmente per poter partecipare alla domanda di inserimento nelle graduatorie devi aver fatto 30 giorni di servizio, ci domandiamo come sia possibile tale aberrazione legislativa, come dire, per poter entrare devi aver fatto esperienza in quel settore pubblico, ma non si sa come puoi farla dato che non ti è data la possibilità di inserirti.

Ma i veri castigati sono quei docenti che per problematiche personali di varia natura e anche obbiettivamente gravi, non hanno partecipato alla domanda volontaria, pur spinti dai maggiori sindacati confederali che promettevano di sistemare le cose, atteggiamento tipicamente in odor di mafia e clientelare.

Quale sia la politica della sinistra, ma quale sinistra ci chiediamo, quando fa diversi tra uguali e uguali tra i diversi, come ad esempio, immettere in ruolo chi non era mai stato precario, lasciando fuori chi lo era da dieci, venti e più anni.

Un sistema illogico e aberrante, che ha penalizzato e continua a penalizzare tutti quelli che non hanno aderito a quel piano straordinario, quel treno che non si sapeva dove ti portava e oggi è ancora più palese che ti portava lontano dagli affetti e dalla terra natia.

Molti sindacalisti lamentano l’allontanamento dei docenti dal Sindacato, ma il Sindacato non si chiede come mai ha fatto fallire la racconta firme per il referendum sulla scuola, quando ne aveva la possibilità e la forza.

Quando il Sindacato ha perso il suo ruolo di contrastare le derive autoritarie di uno Stato padrone che affama i suoi figli che lo hanno servito, donando regalie e riconoscimenti a chi non doveva averli secondo le regole che aveva precedentemente stabilito.

Così un diritto diventa una richiesta legittima del riconoscimento dei propri diritti come se fosse un favore, una concessione da parte del Ministro o del responsabile di turno.

Ciò che appare paradossale e umiliante che non si riconosca il diritto dei tanti docenti nelle GAE, che hanno umilmente servito lo Stato, che hanno rispettato le leggi, vengano dimenticati, ignorati e persino beffeggiati da una politica governativa ottusa e poco lungimirante in cerca di voti per le prossime elezioni, dove vede solo chi può portare più voti al partito.

Ma ancora più paradossale appare la posizione dei Sindacati confederali e persino alcuni Sindacati di base, che invece di vedere ciò che è stato fatto, le incongruenze della 107/15 tende a difendere una parte ristretta di lavoratori mettendoli in contrapposizione con altri, mancando di una visione unitaria per la categoria.

Per non parlare dei famosi invisibili che dopo aver superato concorsi debbono per volere statale sottoporsi a nuove valutazioni obbligatorie per legge.

Ci chiediamo perplessi, dove siano i valori fondanti della Repubblica e della democrazia italiana, quando di fatto, i cittadini sono diversi e non più uguali per legge.

Rudy Guzman per il CO.N.GAE (Comitato Nazionale Docenti Iscritti in GAE)

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