Immissioni in ruolo, per il sostegno sarà un flop: su oltre 106mila posti, scoperti il 29%. Solo al Nord più di 19mila

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“Un nuovo flop delle assunzioni? Stando alle cifre che abbiamo analizzato, più che un rischio là si può considerare una certezza”. Così Maddalena Gissi, presentando gli esiti di una elaborazione condotta dalla Cisl Scuola su dati ministeriali riguardanti il sostegno e raccolti in un breve video.

“Almeno per il sostegno, e soprattutto per le aree, già in forte sofferenza, del nord; ma sarà così anche per molte classi di concorso della secondaria, nonostante i concorsi straordinari che si stanno concludendo, spesso con una insensata falcidie di candidati. È indispensabile che sul reclutamento si esca dalla logica degli interventi emergenziali e si ragioni di un sistema davvero efficace, come indica il Patto per la Scuola, che il decreto sostegni bis sembra ignorare e in parte disattendere”.

“In tutto il nord Italia il numero degli aspiranti in possesso del titolo di specializzazione presenti nella prima fascia delle GPS basta a coprire solo una minima parte dei posti disponibili. Tutti gli altri canali (GAE e concorsi, compresi gli straordinari) sono di minima o nulla consistenza. Se si mantenesse il requisito dei 36 mesi previsto dal decreto legge, andrebbe ancora peggio. Mi chiedo se si ha conoscenza e consapevolezza di come stanno realmente le cose”.

Tutto il settore della secondaria di primo grado, dicono i numeri presentati dalla CISL Scuola, anche utilizzando interamente la prima fascia si troverà con posti scoperti, e questo su tutto il territorio nazionale.

“Che vi sia un problema generale di lettura della realtà e di programmazione delle politiche scolastiche ce lo dicono i dati dei percorsi di specializzazione attualmente attivati, che prefigurano ulteriori squilibri in un quadro già paradossale: migliaia di specializzati in aree dove il numero già soddisfa ampiamente il fabbisogno, pochissimi in tutto il nord, tanto da lasciare irrisolti i problemi”.

La ricerca CISL Scuola, che prende in esame la situazione del sostegno, si sta occupando anche dei posti comuni, una ricerca più complessa per la difficoltà legata all’articolazione in classi di concorso. Per alcune di esse, comunque, è quasi certo che si riproporranno molte delle criticità evidenziate per il sostegno.

“Crediamo sia giusto farlo anche in vista della continuazione del confronto al tavolo sul reclutamento, al quale vogliamo dare un contributo qualificato, ragionando basandoci su dati e realtà, non su ideologie”.

Su oltre 106mila posti sul sostegno, restano scoperti quasi il 29%. La maggior parte al Nord: più di 19mila, il 50% del totale, oltre 7mila al Centro, più di 4mila al Sud.

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