Immissioni in ruolo, è guerra di cifre. Per il governo oltre 75mila stabilizzazioni certe, per i sindacati massimo 50mila

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112.473 sono le immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero dell’Economia per l’anno scolastico 2021-22. Un risultato che copre praticamente tutti i posti liberi e disponibili a settembre. Un dato straordinario, ma, in realtà, difficilmente potrà essere rispettato. 

Da venerdì è guerra di cifre tra il governo e i sindacati. La struttura tecnica ministeriale è al lavoro per capire quante cattedre sarà possibile coprire anche alla luce delle ultime norme inserite nel Decreto Sostegni bis.

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Secondo indiscrezioni raccolte, rilanciate anche dal Sole 24 Ore, a Viale Trastevere sono fiduciose di stabilizzare 70-75mila precari, ma, questa è la vera novità, il numero potrebbe addirittura salire.

I sindacati, invece, sono di tutt’altro avviso. Così come ha svelato, l’esponente della Uil Scuola, Paolo Pizzo, “le immissioni in ruolo si aggireranno fra i 40-50 mila. Ma il problema è politico. il decreto sostegni bis è iniziato male ma sta finendo anche peggio”.  Ancora più duro il presidente di Anief, Marcello Pacifico: “Dei 112 mila posti saranno autorizzati solo 45mila e di questi 45mila posti avremo soltanto 20mila immissioni in ruolo. È ridicolo, il Decreto legge così come è licenziato dalla Camera fa acqua da tutte le parti: abbiamo firmato un Patto per la scuola e adesso la montagna ha partorito il topolino”.

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