Immissioni in ruolo docenti sostegno secondaria secondo grado senza distinzione di aree e il processo di inclusione degli alunni con disabilità

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Il percorso dell’insegnante di sostegno, a partire da quando la legge 517/1977 introdusse nella scuola italiana la figura del docente specializzato, al fine di realizzare il processo di integrazione e inclusione degli alunni con disabilità, ha compiuto dei grandi cambiamenti.

Basti pensare al fatto che nel passato tutto era rimandato al docente di sostegno che per poter stilare il PEI si avvaleva, come unici mezzi di cui poter usufruire, del colloquio con i genitori, o dell’analisi della documentazione in possesso della scuola con diagnosi funzionali molto spesso non facili da decifrare, nonché dell’osservazione in classe.

Il processo di inclusione scolastica si è avviato con il D.LGS. n. 66/17 Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, attraverso l’introduzione di un nuovo modello PEI, Piano Educativo Individualizzato, su base ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

È il Decreto interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 a confermare l’adozione del modello nazionale del piano educativo individualizzato e le correlate linee guida, e a stabilire le modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità.

Il cambiamento si profila attraverso la presa in carico di tutto il consiglio di classe dell’alunno con disabilità, il quale smette di essere solo l’alunno del docente di sostegno. Il processo di crescita e formazione degli alunni con disabilità coinvolge tutta la comunità scolastica e viene richiesta la partecipazione attiva delle famiglie , nella scuola secondaria di secondo grado, è previsto uno specifico spazio dedicato alla descrizione di sé dello studente, attraverso interviste o colloqui.

Un altro cambiamento riguarda anche il reclutamento dei docenti di sostegno, infatti prima del 2013, nella scuola secondaria di secondo grado, essi venivano convocati per la loro appartenenza ad un ambito disciplinare. Fu l’O.M. n. 78 del 23.03.1993 a  stabilire che i docenti di sostegno fossero scelti fra quattro aree disciplinari:
scientifica-AD01,
umanistica-AD02,
tecnica professionale artistica-AD03
psicomotoria-AD04
Unificazione delle aree disciplinari

È il decreto Legge 104 del 2013, comma 3 bis a stabilire quanto segue:
“Anche per le finalità di cui ai commi 2 e 3 le aree scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica professionale artistica (AD03) e psicomotoria (AD04) di cui all’articolo 13, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e all’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione n. 78 del 23 marzo 1997, sono unificate”.

Così come già avveniva per gli altri ordini e gradi di scuola ove è sempre stata prevista un’unica area disciplinare, anche per la scuola secondaria di secondo grado, fu stabilito che per gli insegnamenti della scuola secondaria di II grado, fosse compilato un unico elenco relativo al sostegno le cui nomine sarebbero avvenute sulla base del punteggio acquisito e non sulla classe di provenienza.

Le istruzioni operative (allegato A) per le immissioni in ruolo anno scolastico 2021/22 specificano

“A.9. Per quanto concerne l’assegnazione su posti di sostegno della scuola secondaria di secondo grado, le nomine in ruolo dalle graduatorie di cui all’art. 1, comma 605, lettera c) della Legge n. 296 del 29 dicembre 2006, aggiornate a decorrere dall’a.s. 2019/2020, non sono più disposte per ambiti disciplinari, per effetto dell’unificazione delle aree disciplinari per
il sostegno prevista dall’art. 15, comma 3 ter, del Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito in Legge 8 novembre 2013, n. 128.”

L’unificazione delle aree disciplinari ha dato a tutti i docenti specializzati la possibilità di concorrere in modo equo all’assegnazione delle cattedre ed evitare così che alcuni di loro, pur avendo punteggi alti, fossero penalizzati perché appartenenti ad un’area meno favorevole.
Il docente di sostegno deve seguire e supportare il proprio alunno durante il suo percorso formativo e la trasmissione delle sue competenze non è a “materia”.

Innegabili le difficoltà che un docente possa incontrare quando si confronta con discipline specifiche di non appartenenza ma il nuovo processo di inclusione e integrazione degli alunni con disabilità, ha bypassato questo gap, in quanto oggi, grazie al coinvolgimento di tutto il consiglio di classe, il docente di sostegno può affidarsi al supporto dei suoi colleghi, in modo da contribuire così, tutti insieme alla crescita formativa dell’alunno.

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