Immissioni in ruolo docenti 2021, non ci sarà la call veloce sui posti vacanti. Lo scorso anno pochissime richieste

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Immissioni in ruolo docenti e DSGA (Direttori dei servizi generali e amministrativi) anno scolastico 2021/22, non sarà applicata la call veloce. Cosa prevede il decreto sostegni-bis.

Immissioni in ruolo docenti a.s. 2021/22

Ricordiamo che le assunzioni in ruolo del personale docente a.s. 2021/22 scuola dell’infanzia, primaria e secondaria (primo e secondo grado) avverranno da:

  • GaE;
  • concorso 2016;
  • concorso 2018.

Alla citate graduatorie, per la scuola secondaria di primo e secondo grado, si aggiungeranno quelle del concorso straordinario di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020, integrate con tutti i candidati che hanno superato la prova con almeno 56/80.

Call veloce

Il decreto legge n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, ai fini delle immissioni in ruolo, ha introdotto la cosiddetta “chiamata veloce”, avente la finalità di ridurre il numero di contratti a tempo determinato.

In base al succitato decreto legge, a decorrere dall’a.s. 2020/21, al termine delle consuete operazioni di immissioni in ruolo da GaE e dalle graduatorie di merito dei concorsi (2016 e 2018), gli aspiranti inseriti nelle medesime (graduatorie), non già destinatari di proposte di assunzione a tempo indeterminato per l’a.s. di riferimento, hanno facoltà di presentare domanda di assunzione per i posti di una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza.

Le assunzioni tramite call veloce avvengono:

  • sui posti rimasti vacanti al termine delle summenzionate operazioni “ordinarie” di immissione in ruolo da GaE e graduatorie di merito;
  • entro il 10 settembre dell’anno scolastico di riferimento, con retrodatazione giuridica al 1° settembre.

Decreto sostegni-bis: no call veloce per l’a.s. 2021/22

Immissioni in ruolo docenti

Per l’a.s. 2021/22, come leggiamo nel decreto sostegni-bis, la “chiamata veloce” non sarà applicata, al fine di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico e concludere le relative operazioni entro il 31 agosto.

Così leggiamo nell’articolo 58, comma 2 – lettera b), del citato decreto:

2. Al fine di sostenere la regolare conclusione dell’anno scolastico e formativo 2020/2021 e di avviare l’anno successivo sono disposte le seguenti misure:

b) con riferimento alle operazioni di avvio dell’anno scolastico 2021/2022 non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 17 a 17-septies del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159 e le disposizioni di cui all’articolo 32 ter, commi 2, 3 e 4, del decreto legge 18 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126;

Immissioni in ruolo DSGA

La suddetta disposizione del decreto sostegno-bis si applica non solo alle assunzioni dei docenti ma anche a quelle dei DSGA, che hanno superato il concorso bandito con il decreto n. 863 del 20 dicembre 2018, per i quali la chiamata veloce è stata introdotta  dal decreto legge n. 104/2020, convertito in legge n. 126/2020, a decorrere dall’a.s. 2021/22.

Lo scorso anno la call veloce era stata un flop

Introdotta nel 2019/20, la call veloce non è piaciuta ai docenti precari ai quali è stato richiesto di cambiare provincia/regione per essere assunti sui posti rimasti vuoti dopo la fase ordinaria delle assunzioni. I posti a disposizione erano tantissimi, circa 60.000 ma le domande sono state solo 10.000 e poi l’incontro tra l’offerta e la richiesta ha permesso di accontentare solo 2.000 docenti.

Perché così poche richieste? Va precisato che la maggior parte dei posti vuoti (come d’altronde anche quest’anno) si trovano nelle regioni del nord, mentre le graduatorie sono piene nelle regioni del sud. Accettare il ruolo, se da una parte significa porre fine al precariato, dall’altra comporta una scelta professionale e individuale importante, dal momento che la call veloce è stata associata al vincolo almeno quinquennale di permanenza sul posto di assunzione, senza neanche la possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria.

Complice l’emergenza sanitaria, il provvedimento non è decollato.

E dati i tempi rapidi con cui quest’anno si vuole procedere alle assunzioni, per il prossimo anno scolastico viene accantonata.

D’altronde lo scorrimento delle GPS di prima fascia per i docenti con tre anni di servizio permetterà  l’assunzione nella provincia scelta e quindi il blocco (che nel decreto potrebbe comunque essere ridotto a tre anni) maggiormente tollerato.

Ecco dunque come avverranno le immissioni in ruolo 2021/22

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NB: il  decreto sostegni-bis deve ancora essere pubblicato in GU e, inoltre, nel corso dell’iter parlamentare, potrebbe essere soggetto a modifiche

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