Immissioni in ruolo con call veloce, 789 posti in Puglia. Verga (UIL): è un danno sociale per i docenti pugliesi

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La call veloce è destinata a  ” chi è in graduatoria, ma non ha ottenuto il ruolo con la normale tornata di assunzioni,  presentando domanda in un’altra regione dove ci sono posti disponibili per ottenere prima la cattedra a tempo indeterminato.” 

Si tratta di una fase straordinaria di assunzioni che da un lato dovrebbe servire a smaltire più rapidamente le graduatorie utili per il ruolo, dall’altra ad eliminare contemporaneamente la piaga della supplentite.

Posto che non sappiamo ancora quanti saranno i docenti che aderiranno alla call veloce (5 i giorni di tempo per rispondere alla domanda, numerosi i posti, soprattutto per il sostegno per chi è in possesso di relativa specializzazione), se l’operazione dovesse avere successo il rovescio della medaglia potrebbe essere un numero minore di posti per i docenti che hanno puntato a quel territorio.

Difficile dire chi abbia ragione. Questo il punto di vista della UIL Scuola Puglia

comunicato – “Quello che prevedevamo è accaduto. Mentre la Puglia e il Sud in generale piangono posti di lavoro, non si stabilizzano i precari che per almeno un decennio hanno consentito l’apertura delle scuole pugliesi e si consegnano posti di lavoro della nostra terra alla cosiddetta “call veloce” ovvero la possibilità che docenti precari di altre regioni vengano nella nostra terra subendo anch’essi un danno economico. Un paradosso inaccettabile, in particolare in questo momento storico”.

Lo dichiara Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia. Dei 3.700 posti utili per le immissioni in ruolo del personale docente, infatti, la Puglia ne restituirà ben 789 in favore di docenti delle altre regioni.

“Potremmo dire – continua Verga – una 107 bis camuffata, che determinerà un flusso migratorio di migliaia di docenti in tutta Italia di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità per aver voluto bandire a tutti i costi dei concorsi che, a causa della epidemia in atto, chissà quando vedranno la luce”.

“Mentre si pensa a far muovere il meno possibile i cittadini, i burocrati non si smentiscono e mettono in atto procedure senza capo né coda. La politica, in particolare i parlamentari pugliesi, facciamo sentire a Roma la propria voce, difendendo un territorio stanco di certe ingiustizie”.

Ministero: al via la chiamata veloce

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